18:54 30 Marzo 2020
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L'attivista-artista russo Pyotr Pavlensky che, come da lui stesso sostenuto, aveva diffuso video compromettenti dell'ormai ex candidato sindaco di Parigi del partito di Macron Benjamin Griveaux, è stato fermato oggi nella capitale francese dalle forze dell'ordine.

La notizia è segnalata dal canale BFMTV con riferimento a delle fonti.

In precedenza Pavlensky aveva dichiarato che il sito su cui erano stati pubblicati i video a luci rosse era stato bloccato. Allo stesso tempo aveva assicurato che il sito sarebbe tornato a funzionare.

Il canale nota che Pavlensky è stato arrestato questo pomeriggio a Parigi. Una fonte della polizia ha riferito al canale BFMTV che era ricercato dallo scorso 2 gennaio con il sospetto di "danni procurati in una banda in modo pericoloso".

Secondo il quotidiano Parisien, Pavlensky è stato arrestato all'uscita dall'hotel per aver partecipato ad una rissa avvenuta alla vigilia di Capodanno. Dalla polizia, secondo il giornale, era ricercato dal 31 dicembre.

Per il secondo giorno l'argomento principale dei media francesi è il rifiuto di Griveaux di partecipare alle elezioni comunali di Parigi a seguito della pubblicazione di video hot compromettenti. In precedenza Pavlensky, che aveva ricevuto asilo politico in Francia, aveva pubblicato un link ad un sito sulla sua pagina Facebook, dove erano online video a luci rosse e frammenti di corrispondenza sui quali era impossibile determinare l'identità dell'autore.

Tuttavia Pavlensky sostiene che il protagonista sia Griveaux. Spiegando i motivi delle sue azioni, Pavlensky osservava che in questo modo voleva mostrare "l'ipocrisia" del politico, che basava la sua campagna elettorale sulla difesa della famiglia.

Venerdì il candidato del partito del presidente Macron aveva annunciato il ritiro dalla campagna elettorale per il municipio di Parigi, dopo che un "fiume di fango" aveva colpito lui e la sua famiglia. Molti politici in Francia, compresi altri candidati a sindaco di Parigi, hanno espresso il loro sostegno a Griveaux, chiedendo rispetto per la sua vita personale. Anche il primo ministro francese Edouard Philippe e il ministro degli Interni Christophe Castaner hanno espresso il proprio sostegno a Griveaux. Il ministro degli Interni ha oscurato la pubblicazione di "un certo tipo di video, che senza il consenso dell'autore è un reato in Francia". Secondo la legge francese, due anni di carcere e una multa significativa si rischia per un'azione del genere.

Tags:
Emmanuel Macron, Polizia, Parigi, Francia
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