23:58 19 Febbraio 2020
Mondo
URL abbreviato
Coronavirus cinese - 2020 (165)
513
Seguici su

I Paesi occidentali sono nel panico per il coronavirus. Questi umori sono accompagnati anche da umori sinofobi: i cinesi non vengono fatti entrare in ristoranti e negozi, vengono isolati sui mezzi pubblici e non si permette loro di salire sui taxi.

“Per ragioni di sicurezza internazionale vietato l’ingresso a chi arriva dalla Cina”. Questo messaggio è comparso di recente all’ingresso di un noto ristorante romano. Un tempo i turisti cinesi erano contenti di frequentare questo locale.

La China Town londinese è una delle maggiori in Europa. Le strade del quartiere erano sempre gremite di gente, nei negozi e nelle botteghe cinesi le file di visitatori erano lunghe. O almeno così era prima dell’avvento del coronavirus. Oggi China Town è praticamente un deserto.

Tuttavia, la paura per questo ignoto virus non è propria solamente di europei e americani. In un noto ristorante di pesce di Seul, in passato molto frequentato dai cinesi, oggi questi non vi si recano più. Infatti, sebbene sia stato rimosso il cartello che ne vietava l’ingresso nel locale dopo le critiche mosse in Rete al proprietario del ristorante, l’atmosfera si è rovinata e non è più così amichevole come in passato.

“Io non sono il virus”

Nel frattempo i cinesi residenti in Occidente stanno cercando di risvegliare sui social network le coscienze di coloro che li evitano nella vita quotidiana. Vengono pubblicate immagini con l’hashtag #ImNotTheVirus in Francia, Spagnia, Germania…

In Italia significativo è stato il gesto di un ragazzo cinese che è andato per le strade di Firenze con una mascherina sulla bocca, gli occhi bendati e tenendo vicino a sé un cartello che recitava: “I’m not a virus. I’m a human. Eradicate the prejudice”. Dopo alcune ore i passanti hanno risposto al suo invito andando ad abbracciarlo.

La situazione a Mosca

I corrispondenti di Sputnik si sono recati in ristoranti e negozi cinesi noti ai moscoviti e ai turisti della capitale e hanno colto l’occasione per parlare con gli esercenti e i clienti dei locali. È emerso che a Mosca il numero di turisti cinesi, un tempo il maggiore rispetto alle altre nazionalità, è calato in maniera significativa.

Druzhba è uno dei più noti ristoranti cinesi a Mosca. È aperto da circa 20 anni. Il gestore del ristorante, Elena, ci ha spiegato: “Chiaramente abbiamo notato una diminuzione degli ingressi. Prima c’era la fila per aggiudicarsi un tavolo, adesso non è così. Ma comunque, in base alla mia esperienza, posso dire che febbraio non è certo il mese più redditizio. Quindi, non possiamo dire quale sia la vera causa di questa situazione. Fra noi dipendenti non c’è pessimismo, facciamo con soddisfazione il nostro lavoro preferito”.

In un altro ristorante, Kitayskie novosti, molto popolare fra i giovani per i suoi insoliti interni, ci hanno riferito: “Purtroppo abbiamo notato un calo di ingressi. Ma non ci è mai capitato che qualcuno non volesse sedersi accanto a cinesi o fosse preoccupato per la qualità del cibo”.

E al nuovo ristorante che ha aperto nel centro di Mosca con un nome molto allettante, 吃货, Chi Huo, hanno persino colto l’occasione per scherzarci su: “La diffusione del coronavirus non rappresenta alcun rischio per il brand 吃货. Anzi è un’ottima campagna pubblicitaria!”.

Analogo ottimismo l’hanno dimostrato anche i dipendenti del negozio Kitayskie produkty su Prospekt Mira (una delle vie principali di Mosca).

“I clienti vengono tanto quanto prima. Sono sia russi sia cinesi. E scherzano anche sul coronavirus. Anzi a causa del caos legato all’epidemia abbiamo avuto persino più gente. Non vi sono interruzioni nella fornitura di prodotti provenienti dalla Cina”, ha osservato la commessa Anastasia.

Chiaramente, per via dell’interruzione dei viaggi di gruppi di turisti cinesi in Russia i ristoranti cinesi che prima davano da mangiare a interi autobus di turisti oggi non sono più pieni. Ma i clienti sia russi sia cinesi che studiano o lavorano a Mosca non intendono rinunciare al loro stile di vita e ai loro amati ristoranti cinesi per il coronavirus.

Tuttavia, ogni giorno per le strade di Mosca vedrete cinesi che indossano la mascherina. Nella maggior parte dei casi si tratta di studenti e lavoratori specializzati che risiedono a Mosca. Uno studente cinese dell’MGU ha dichiarato che inizialmente vi sono stati casi in cui i passeggeri sui mezzi pubblici scendevano o cambiavano vagone, mentre ora la situazione è cambiata. Non c’è più il panico.

  • I ristoranti e i negozi cinesi a Mosca, Russia
    I ristoranti e i negozi cinesi a Mosca, Russia
    © Sputnik . Fornita da Sputnik Cina
  • I ristoranti e i negozi cinesi a Mosca, Russia
    I ristoranti e i negozi cinesi a Mosca, Russia
    © Sputnik . Fornita da Sputnik Cina
1 / 2
© Sputnik . Fornita da Sputnik Cina
I ristoranti e i negozi cinesi a Mosca, Russia

A Mosca mancano i turisti cinesi

Senza turisti cinesi il centro di Mosca e i monumenti della città non sono più così vivi come al solito. Nei negozi di souvenir accanto alla Piazza Rossa non vi sono più le solite orde di clienti, non vi sono più le lunghe file per farsi fotografare di fronte al Mausoleo di Lenin e persino i negozi di abiti di lusso sono mezzi vuoti.

Nel primo trimestre del 2019 i turisti provenienti dalla Cina hanno speso in Russia 260 milioni di dollari, un record tra i turisti stranieri. Al momento il flusso di turisti cinesi si è notevolmente ridotto e, secondo le previsioni degli esperti, quest’anno i numeri si ridurranno ulteriormente. “Nel caso in cui la quarantena sia prolungata fino a marzo, la Russia potrebbe perdere fino a 100 milioni di dollari”, osserva l’ATOR, l’Associazione russa del Tour Operator.

Tuttavia, gli esperti russi del settore invitano a non ingigantire il problema. La quarantena non durerà a lungo.

Tema:
Coronavirus cinese - 2020 (165)

Correlati:

Annullata la fiera Mobile World Congress di Barcellona per il coronavirus
Coronavirus, già 1310 morti. Sollevato dall’incarico Segretario di Partito di Hubei
Coronavirus: Vietnam vieta l’ingresso a nave da crociera italiana con 1100 passeggeri a bordo
Tags:
Coronavirus, Coronavirus
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook