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L'arresto di Patrick Zaky (6)
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Patrick Zaky sarebbe stato torturato per almeno 30 ore. Le autorità egiziane gli hanno chiesto dei suoi rapporti con l'Italia e della sua conoscenza di Giulio Regeni. Le parole di Luigi Di Maio.

Patrick Zaky è stato torturato per almeno 30 ore secondo la famiglia del ricercatore egiziano che lavora presso l’Università di Bologna, ed è stato arrestato al Cairo lo scorso venerdì alle 4 del mattino dall’autorità giudiziaria di Al-Mansoura.

Secondo Il Messaggero il giovane ricercatore ha subito un primo interrogatorio di 17 ore bendato e ammanettato per tutto il tempo. Durante l’interrogatorio ha subito minacce e percosse allo stomaco e alla schiena e sarebbe stato anche torturato con scosse elettriche.

La famiglia non sa perché il giovane sia stato arrestato dalle autorità giudiziarie. L’avvocato Wael Ghally ha riferito ai media che su di lui pendeva un mandato di comparizione dal 24 settembre scorso che non gli era mai stato notificato.

Questo il motivo per cui sarebbe stato fermato alla frontiera al suo rientro in patria, bendato immediatamente e condotto al Cairo non si sa dove e lasciando un vuoto di almeno 24 ore.

Legami con l’Italia a e Giulio Regeni

Al giovane ricercatore Patrick sarebbe stato chiesto di parlare dei suoi rapporti con l’Italia e del suo rapporto con Giulio Regeni.

Sia l’avvocato che la sorella ribadiscono che Patrick non conosceva Regeni se non da quanto detto dagli organi di stampa.

Ora il giovane è stato trasferito a Mansura, dove i suoi legali hanno potuto vederlo e constatare lo stato di salute. Qui il ricercatore dovrà restare recluso per 15 giorni per un reato non meglio precisato.

Patrick denuncerà le torture

Patrick Zaky ha intenzione di denunciare le torture subite durante la detenzione, per tale motivo ha fatto richiesta di essere visitato da un medico legale, così da mettere agli atti le tracce della tortura subita, riporta Il Messaggero.

Di Maio dialoga con l’Egitto

Riguardo il caso Zaky, Di Maio ha fatto sapere che l’Italia ha già chiesto all’Egitto di poter seguire tutti i passaggi del processo, ma il dialogo con l’Egitto non si può interrompere perché ora c’è per lo mezzo il caso Libia e il paese nordafricano è strategico in questo tempo storico.

Così come non viene interrotta la trattativa di vendita di navi militari da parte di Fincantieri alla Marina egiziana. La partita delle fregate Fremm resta attiva e il governo italiano per ora non prende decisioni definitive.

Reazione Sassoli
"Sento il dovere di porre alla vostra attenzione la vicenda di Patrick Zaky. Voglio ricordare alle autorità egiziane che l'Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili come ribadiamo in tutte le nostre risoluzioni e chiedo che Zaky venga immediatamente rilasciato e restituito ai suoi cari", ha detto il presidente del Parlamento europeo Savid Sassoli, citato dall'Ansa

"Ne ho parlato con l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell che solleverà la questione al prossimo Consiglio europeo lunedì prossimo", ha sottolineato. 

Il murales con Zaky e Regeni

Ieri a Roma, nei pressi dell’ambasciata d’Egitto, è comparso un murales della Street artist Laika, che raffigura un sorridente Giulio Regeni abbracciare Patrick Zaky e rassicurarlo con un commovente “Stavolta andrà tutto bene”.

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Giulio Regeni, Omicidio di Giulio Regeni, Egitto
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