23:33 19 Febbraio 2020
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Per quasi 50 anni, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti ha avuto accesso alla corrispondenza segreta di oltre 120 paesi. Lo ha rivelato un’indagine del quotidiano americano Washington Post e del canale televisivo tedesco ZDF. Semplice e malignamente geniale il metodo utilizzato per avere accesso alle informazioni riservate.

Non che la cosa possa sorprendere alcuno, dopo WikiLeaks chiunque ha imparato che queste cose sono sempre state all’ordine del giorno, ma clamoroso è il metodo che la CIA ha utilizzato per impadronirsi delle comunicazioni classificate di oltre mezzo mondo e che il giornale americano e la popolare TV tedesca oggi ci svelano.

L’attività è proseguita dal 1970 fino al 2018 e, secondo le rivelazioni, per decrittare la corrispondenza veniva usata l’attrezzatura dell’azienda svizzera Crypto AG, ditta questa, specializzata in produzione di sistemi di ‘comunicazione e sicurezza’ già dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Come faceva la CIA a leggere la posta segreta degli altri Paesi tramite la Crypto AG?

Semplice in realtà – per mezzo secolo i governi di tutto il mondo non hanno fatto altro che affidarsi a questa unica compagnia svizzera, credendola neutrale e affidabile, per mantenere segrete le comunicazioni delle proprie intelligence, soldati, diplomatici.

Questa società aveva iniziato con un ricco contratto per la costruzione di macchine per la creazione di codici segreti per le truppe statunitensi nella Secondo Guerra Mondiale. Da allora era diventata leader mondiale nella produzione di sistemi di crittografia, migliorando sempre più la propria tecnologia e passando man mano da sistemi meccanici a sistemi sempre più elettronici e infine informatici.

La società svizzera ha guadagnato milioni di dollari vendendo attrezzature in oltre 120 paesi fino al nostro secolo. Tra i suoi clienti c'erano l'Iran, le giunte militari in America Latina, i rivali nucleari India e Pakistan e, Italia e persino il Vaticano, rivela il giornale di Washington.

Ma ciò che nessuno dei suoi clienti ha mai saputo (magari in alcuni casi fatto finta di non sapere) era che la Crypto AG dal 1970 in poi era di fatto di proprietà della CIA in una partnership segretissima con i servizi segreti della Germania occidentale (BND - Bundesnachrichtendienst). Queste agenzie di spionaggio non fecero altro che truccare i dispositivi dell'azienda in modo da poter facilmente violare i codici utilizzati dai Paesi per inviare messaggi crittografati. Inutile inviare messaggi in codice quando c’è chi possiede tutte le chiavi di lettura. Come chiudere tutte le porte a chiave ma lasciare le chiavi in mano ad estranei. Niente di più semplice quindi per la CIA avere accesso a tutte le comunicazioni segrete di alleati quanto nemici.

URSS e Cina furono tra le poche nazioni a non acquistare i sistemi di ‘sicurezza’ dell’azienda svizzera – chissà perché non si fidavano. Per il resto, la maggioranza dei Paesi di fatto pagarono fior di soldoni per comprare apparecchiature da un’azienda della CIA per farsi spiare dalla CIA.

Le rivelazioni del Washington Post e del canale ZDF

Questo che è stato uno dei segreti più custoditi della Guerra Fredda, viene ora messo a nudo dal progetto di giornalismo investigativo congiunto del giornale americano e l’emittente tedesca. In un lungo reportage vengono rivelati i dettagli del programma, i dirigenti incaricati di eseguirlo, descritto come gli Stati Uniti abbiano sfruttato la creduloneria (o le quinte colonne potremmo anche sospettare) di altre nazioni per anni e abbiano letteralmente ‘rubato’ tanti dati classificati.

Questa operazione, tra le più importanti nella storia della CIA, naturalmente aveva anche un nome. Inizialmente venne chiamata ‘Thesaurus’ (‘Dizionario’), successivamente ‘Rubicon’ (forse nel senso di ‘Rubicone’ con riferimento all’espressione figurata di ‘passare il Rubicone’?).

Quali segreti

Grazie alla diffusione di queste attrezzature in tutto il mondo, sappiamo per certo che la CIA ha rintracciato informazioni sul sequestro di ostaggi americani in Iran (dal 1979 al 1981), ha trasmesso dati sulle forze armate argentine durante la guerra delle Falkland (1982), ha monitorato tutta l’America Latina per favorire le giunte militari alleate, seguito le vicende libiche e chissà quanti altri piccoli o grandi segreti dei quali non sapremo mai.

Sviluppi moderni

Ad un certo punto i servizi segreti tedeschi hanno abbandonato il programma e venduto le proprie quote della Crypto AG alla CIA, la quale ha continuato fino al 2018. A quella data l’intelligence americana ha abbandonato l’azienda ma non certo per sopravvenute remore morali ma semplicemente perché quel tipo di crittografia è divenuta obsoleta, sostituita dalla crittografia online che, come ci hanno spiegato Assange, Snowden e Manning, è anche più facile da utilizzare.

Gli attuali proprietari della Crypto AG naturalmente si sono rifiutati di commentare i dettagli della storia aziendale ai microfoni dei media, ma hanno voluto piuttosto evidenziare che ora l’azienda opera esclusivamente nel mercato svizzero.

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