06:08 01 Giugno 2020
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Il ministero della Difesa turco ha riferito che altri 51 militari dell’esercito siriano sono stati “neutralizzati”.

Oltre ai militari siriani uccisi, sono stati distrutti anche un deposito di armi, un impianto antiaereo e due carri armati ed un’altro carro armato è stato sequestrato, ha aggiunto il dicastero turco.

In precedenza Ankara aveva affermato di aver effettuato un attacco di risposta al fuoco di artiglieria da parte dell’esercito siriano contro le postazioni di osservazione turche nella zona di de-escalation di Idlib. E’ avvenuto dopo che sono deceduti cinque militari turchi e altri cinque sono stati feriti. L’attacco turco a sua volta ha ucciso 101 soldati delle forze armate siriane.

Lo scorso 3 febbraio dopo il fuoco di artiglieria dell’esercito siriano sono morti otto militari e civili turchi. Come dichiarato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’attacco di risposta turco ha ucciso 76 soldati siriani.

La situazione nella provincia di Idlib

In conformità agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei militanti terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il presidente turco ha anche esortato il suo omologo russo Vladimir Putin a "fare pressioni sul presidente della Siria Basar al-Assad" per farlo fermare l’avanzata delle forze armate governative e ritirarsi dietro le postazioni di osservazione turche, minacciando in caso contrario attacchi di risposta.

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Siria, Turchia
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