23:29 19 Febbraio 2020
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In un'intervista a Sputnik, l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti ha fatto il punto sulla situazione in Libia e sui possibili rischi legati alla prosecuzione della guerra civile.

L'Europa dovrebbe elaborare un piano di emergenza al fine di evacuare i migranti dai centri di ricezioni situati in Libia, in quanto le vite di queste persone sono messe in pericolo dalla guerra civile attualmente in atto nel Paese.

A sostenerlo è l'ex ministro dell'Interno italiano, Marco Minniti, che in un'intervista a Sputnik ha detto la sua sulla situazione nel Paese nordafricano.

Le autorità libiche stanno avendo grosse difficoltà nella gestione dei centri a causa della guerra e, in alcuni casi, i campi stessi diventano bersaglio di azioni militari.

"La mia opinione è che in questo momento l'Europa dovrebbe mettere in campo un piano straordinario per evacuare i centri di accoglienza ufficiali di migranti in Libia. Sarebbe un segnale molto importante che consentirebbe da un lato di tutelare i migranti che in questo momento sono purtroppo essi stessi obiettivo delle azioni militari. E secondo sarebbe un aiuto concreto al popolo libico", ha spiegato Minniti.

La scorsa settimana, Libia e Italia hanno esteso il Memorandum d'Intesa siglato nel 2017, scopo del quale era il contrasto dell'immigrazione clandestina, per altri tre anni. Per Minniti, sebbene l'estensione dell'accordo sia stata un atto più che doveroso, l'Italia non è tuttavia riuscita a ottenere un miglioramento delle condizioni dello stesso. L'ex ministro ha spiegato che nel 2017, nonostante le tensioni interne, la Libia si trovava comunque meglio avviata verso una maggiore stabilità del Paese. Ora, invece, lo stato di guerra ha un impatto decisamente significativo sull'immigrazione.

"Quindi, conferma, miglioramento (del Memorandum d'Intesa, ndr) e missione europea per aprire corridoi umanitari per svuotare i centri d'accoglienza che in questo momento vedono minacciata la vita delle persone che ci stanno dentro.", ha sottolineato Minniti, avvertendo che in Italia si potrebbe molto presto assistere ad una nuova ondata di arrivi dalla Libia.

L'ex ministro ha evidenziato che in Italia sono arrivati molti migranti dalla Libia, ma che quasi nessuno di loro era di nazionalità libica, in quanto il Paese nordafricano è stato sistematicamente utilizzato come transito per coloro che, provenendo da altri stati africani, erano diretti in Europa.

"Se la guerra civile ulteriormente va avanti c'è il rischio che noi abbiamo una ripresa che può essere alimentata dal fatto che i libici vanno via dalla Libia. Non è una situazione del tutto nuova, perché dopo l'intervento militare della Nato in Libia nel 2011 noi abbiamo avuto un'onda migratoria direttamente dei libici verso l'Italia e verso l'Europa. Il protrarsi di una guerra civile può portare a una situazione di emergenza umanitaria", ha aggiunto il parlamentare.

La preoccupazione dell'Italia in merito alla situazione della Libia e dei flussi migratori è stata ancora una volta sottolineata dalle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio che, a margine del summit con il ministro dell'Interno libico Fathi Bashaga, ha affermato che il governo italiano presenterà molto presto degli emendamenti capaci di migliorare l'accordo bilaterale sulla migrazione.

Particolare attenzione, come sottolineato dall'ex leader pentastellato, verrà prestata ai diritti dei migranti e dei richiedenti asili del Governo di Accordo Nazionale.

La situazione in Libia

Secondo un rapporto della UNHCR riguardante la situazione umanitaria in Libia datato 7 febbraio, nel Paese si troverebbero circa 355.000 profughi di nazionalità libica e un totale di 47.000 rifugiati e richiedenti asilo in tutto il Paese.

La prima ondata migratoria proveniente dalla Libia ha avuto luogo 2011, dopo lo spodestamento e l'assassinio dell'allora leader del Paese, Muammar Gheddafi.

Tale evento fece piombare il Paese nel caos e nella guerra civile che perdura fino a tutt'oggi, quando il Paese è diviso sostanzialmente in due: da una parte troviamo il Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite e con capitale Tripoli, mentre dall'altra il governo regolarmente eletto e supportato dall'Esercito Nazionale Libico (LNA), del maresciallo Khalifa Haftar.

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