13:02 11 Aprile 2021
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Nella serata del 9 febbraio le forze russe di stanza a Hmeymim hanno subito un blitz aereo da parte dei terroristi, che è però stato prontamente respinto.

Le truppe russe di stanza presso la base aerea di Hmeymim, nella Siria occidentale, hanno respinto due tentativi di attacco con droni da parte delle forze jihadiste.

A riferirlo è il general maggiore Yuri Borenkov, capo del centro russo per la riconciliazione siriana, il quale ha anche fornito alcuni dettagli sulla dinamica dell'aggressione aerea:

"La sera del 9 febbraio, quando si era già fatto scuro, le forze di difesa aerea della base aerea russa di Hmeymim hanno individuato e respinto due attacchi effettuati con l'ausilio di velivoli senza pilota e lanciati dalla zona di de-escalation ancora sotto il controllo dei militanti a Idlib", ha spiegato Borenkov.

Il funzionario ha poi spiegato che il primo dei due droni, proveniente da nordest, è stato abbattuto quando si trovava a circa 2 km dalla base da un sistema missilistico di difesa Pantsir-S. Il secondo, invece, ha subito la stessa sorte mentre volava a 6 km dalla struttura militare.

Come spiegato da Borenkov, in seguito agli attacchi le forze russe sul campo non hanno riportato alcuna perdita e alla base non è stato arrecato alcun tipo di danno strutturale.

Non è la prima volta che la base russa viene bersagliata da blitz eseguiti con l'ausilio di droni: recentemente, un altro attacco portato da un UAV di piccole dimensioni era stato respinto dai soldati russi.

Provincia di Idlib, Siria.
© Sputnik . Mikhail Voskresenskiy

La guerra in Siria

La Siria si trova da ormai circa 9 anni in stato di guerra, in un conflitto che vede contrapporsi le forze pro-governative e leali all'amministrazione del presidente Bashar al-Assad e i miliziani jihadisti del fronte al-Nusra e dell'Isis.

Quest'ultima fazione, nel corso degli ultimi due-tre anni, ha progressivamente perso terreno, venendo confinata sostanzialmente nella zona della provincia di Idlib, dove tuttora proseguono gli scontri.

Il conflitto è costato molto caro al Paese, che continua a pagarne le conseguenze, con gravissimi danni a livello economico, migliaia di morti e un numero di rifugiati che viene stimato sui 12-13 milioni.

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