08:17 09 Luglio 2020
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L'arresto di Patrick Zaky (6)
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Il Servizio europeo di Azione Esterna sta esaminando il caso ed è pronto a prendere le misure adeguate. Ma il Cairo ha chiarito che si tratta di un cittadino egiziano.

L'Europa sta seguendo con attenzione il caso di Patrick Zaki, l'attivista di Amnesty che studia  all'università di Bologna  arrestato all'aeroporto de Il Cairo lo scorso 7 febbraio. Secondo la denuncia di alcune ong, il ricercatore sarebbe stato sottoposto a torture come l'elettroshock e potrebbe rischiare una lunga detenzione.

Peter Stano, portavoce del Servizio di azione esterna europea, ha dichiarato alla stampa che la UE è al corrente della situazione ed è pronta a intervenire. 

"Siamo a conoscenza di questo caso e lo stiamo esaminando attraverso i colleghi alla delegazione del Cairo, stiamo facendo le necessarie valutazioni e, se sarà necessario, intraprenderemo azioni adeguate", ha detto. 

Una vicenda che evoca il caso Regeni, il ricercatore italiano scomparso e poi ritrovato cadavere in una strada della capitale egiziana esattamente quattro anni fa. La situazione "è molto grave" ha aggiunto il portavoce "ce ne stiamo occupando in modo molto, molto approfondito per stabilire che cosa sia accaduto, sulla base di ciò decideremo quali passi l'Ue farà o come potremo appoggiare le autorità italiane".

"In generale - precisa Stano - posso dire che l'Ue segue le questioni che riguardano i diritti umani molto da vicino, e continuiamo a sollevarle con i nostri partner egiziani, e appena avremo abbastanza informazioni solleveremo anche questa".

Sull'arresto di Zaky è intervenuto anche il legale della famiglia Regeni, Mohamed Lofty. "Sono stati gli stessi aguzzini a catturarlo" ha denunciato Lofty. "L'omicidio di Giulio - prosegue il legale - continua a essere un'inaccettabile spina nel fianco per il nostro governo e, in qualche modo, ci sono anche delle analogie con l'arresto di Patrick: sono studenti in un Paese in cui la cultura fa molta paura".

Il Cairo: Zaki cittadino egiziano

L'Egitto ha confermato l'arresto dell'attivista, fermato dalla sicurezza mentre rientrava al Cairo per una breve vacanza, e ha precisato che lo studente è un cittadino egiziano. 

"Non corrisponde al vero quanto circolato sui social circa l'arresto di un italiano chiamato Patrick. La persona in questione è di nazionalità egiziana e il suo nome completo è Patrick George Michel Zaki Soleyman ed è stato fermato in esecuzione di un mandato di cattura emesso dalla procura generale", ha precisato il ministero degli Interni.

In base alle informazioni date dal ministero Zaki resterà in cella per 15 giorni. Si tratterebbe di una misura cautelare in attesa delle indagini. 

"Il fatto che sia egiziano autorizza le autorità del Cairo a fare di lui ciò che vogliono e significa che chi si occupa di diritti debba ignorare la sua storia?". Questa la reazione di Riccardo Noury, di Amnesty International Italia, al comunicato del governo egiziano. 

Sit in a Bologna

La città di Bologna intanto si è mobilitata per chiedere la liberazione dello studente. "Noi abbiamo bisogno che questa persona sia liberata" ha dichiarato il sindaco Virginio Merola

Non riteniamo possibile, noi che siamo uno Stato di diritto, che delle persone siano detenute e torturate perche' hanno idee diverse dal regime attualmente al potere. E' una battaglia di civilta'  - ha aggiunto il primo cittadino di Bologna - e poi e' un nostro studente. Giu' le mani da Bologna, qui siamo per la dignita' delle persone e cerchiamo di farla rispettare ovunque. Non possiamo assistere passivamente al fatto che i diritti umani vengano sistematicamente calpestati".

Per la liberazione di Patrick Zaki la città si è riunirà stasera per un presidio in Piazza Maggiore, dopo il flash mob di ieri organizzato da Amnesty International. 

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L'arresto di Patrick Zaky (6)
Tags:
UE, Amnesty International, Egitto, Italia
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