18:44 26 Novembre 2020
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I cittadini elvetici oggi hanno votato per decidere se trattare la discriminazione sessuale come un reato criminalmente punibile o no. Con circa il 60% dei voti hanno prevalso i si: tale esito finale significa che nel Paese la discriminazione sessuale sarà equiparata a quella razziale.

Questa domenica in Svizzera i cittadini hanno votato per l’iniziativa di rendere criminalmente punibili i fatti di discriminazione sessuale.

"Il 9 febbraio 2020 i cittadini svizzeri hanno votato sulla modifica del Codice penale e del Codice penale militare che mira a vietare la discriminazione basata sull'orientamento sessuale. Contro questa modifica era stato lanciato un referendum", riferisce il sito del governo svizzero.

A quanto si apprende dai risultati ufficiali provvisori, emessi dal Consiglio federale elvetico e pubblicati sul Portale del Governo svizzero, il 63% dei votanti ha espresso la propria prerenza per il "si"

Con l’esito positivo a questa domanda del referendum di oggi la discriminazione sessuale sarà classificata atto punibile, al pari, per esempio, della discriminazione razziale. La legge svizzera ha già ufficialmente riconosciuto come reato discriminazione basata su colore della pelle, religione e etnia.

Il secondo quesito su cui sono stati chiamati ad esprimersi gli elettori elvetici riguardava l’iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili", che prevedeva assegnare almeno il 10% delle abitazioni di nuova costruzione ad enti dediti alla costruzione d’abitazioni "a scopi d’utilità pubblica".

In questo modo sarebbe possibile creare una quota delle abitazioni a pigione moderata. L’iniziativa, tuttavia, è stata bocciata alle urne: più del 57% degli elettori ha scelto il "no".

L'affluenza per entrambe i quesiti ha superato il 40%: alla domanda circa discriminazione e incitamento all'odio basati sull'orientamento sessuale hanno risposto 2.240.970 persone (40,9%) e alla domanda sugli alloggi più accessibili hanno risposto 2.243.758 cittadini (41%).
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Referendum, Svizzera
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