09:55 05 Aprile 2020
Mondo
URL abbreviato
112
Seguici su

Lo scorso 18 gennaio, in seguito al blocco dei porti, la compagnia petrolifera libicia aveva annunciato lo stato di emergenza.

In un comunicato la compagnia petrolifera libica (Noc) ha reso noto che nel Paese nordafricano si è registrato un drastico calo nella produzione di greggio in seguito al blocco dei porti iniziato intorno alla metà di gennaio e ha invocato la rimozione di tutte le misure restrittive.

Stando alle cifre riportate, in Libia al 5 febbraio si sarebbero prodotti 181576 barili al giorno a fronte degli 1,04 milioni barili al giorno del 18 gennaio.

"La National Oil Corporation (NOC) rinnova il proprio appello ad annullare il blocco dei porti al fine di permettere alla compagnia di riavviare immediatamente la produzione, per il bene della Libia e del popolo libico", si legge nella nota.

Lo scorso 18 gennaio la compagnia petroliferia libica aveva annunciato lo stato di emergenza a causa della sospensione delle forniture di greggio in diversi porti libici dovuto al blocco imposto dalle forze leali al maresciallo Khalifa Haftar.

La conferenza di Berlino

Lo scorso 19 gennaio a Berlino si è tenuta una conferenza multilaterale per la risoluzione del conflitto libico.  I partecipanti al summit, tra cui Russia, Turchia, Egitto, Stati Uniti, Unione europea e Unione africana, hanno esortato le Nazioni Unite ad operarsi per facilitare un cessate il fuoco tra le parti in conflitto in Libia, invitando il Consiglio di Sicurezza a imporre sanzioni contro coloro che decidessero di violarlo.

Nelle prossime settimane è in programma a Ginevra l'incontro di una commissione militare congiunta, al quale dovrebbero prendere parte sia il GNA di Sarraj che l'LNA di Haftar.

La guerra in Libia

Al momento in Libia sono attivi due governi: il GNA di Faez al Serraj, sostenuto dall’ONU e dall’UE a Tripoli, ed il governo di Abdullah al-Thani, sostenuto dall’LNA, comandato dal maresciallo Khalifa Haftar. Il 4 aprile 2019 il maresciallo Khalifa Haftar ha ordinato alle sue forze di lanciare un’offensiva contro la capitale per "liberarla dai terroristi".

Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia". Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook