04:38 11 Luglio 2020
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L'umanità non ha strumenti tecnologici per isolare e decifrare i segnali delle trasmissioni radio delle civiltà extraterrestri se raggiungono la Terra, in aggiunta anche le trasmissioni radio terrestri non possono essere comprese per il "disturbo" del Sole.

Ha parlato di queste cose in un'intervista con Sputnik Alexander Panov, ricercatore capo presso l'Istituto di Fisica nucleare dell'Università statale di Mosca e direttore del centro scientifico e culturale SETI sotto il Consiglio di astronomia dell'Accademia Russa delle Scienze. 

Il progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence, ricerca di intelligenza extraterrestre) è il nome comune per i progetti realizzati dagli scienziati di diversi Paesi con l'obiettivo di cercare una civiltà extraterrestre. Il principale metodo è la ricerca di segnali radio extraterrestri.

"Per ricevere questi segnali, sono necessari ricevitori di scala completamente astronomica, che l'umanità non ha attualmente. La potenza totale dell'emissione radio dalla Terra è paragonabile a quella del Sole, il che significa che il rumore radio sospetto può essere rilevato nelle onde radio emesse dal nostro sistema solare. Ma nessuno strumento terrestre potrebbe decomporre il disturbo radio in un flusso di informazioni significative", ha affermato.

Le prime trasmissioni radio iniziarono nel 1909 e le trasmissioni di massa iniziarono negli anni '30 del XX secolo. Pertanto, quelle delle onde radio che potrebbero aver attraversato la ionosfera terrestre hanno lasciato il pianeta poco più di 100 anni luce. Allo stesso tempo la dimensione della Via Lattea supera i 100mila anni luce.

Tags:
Spazio, Astronomia, alieni, Scienza e Tecnica
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