08:45 29 Maggio 2020
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Donald Trump questa settimana ha facilmente superato la crisi più grave della sua presidenza, e poco dopo la vittoria al processo per impeachment al Senato, è tornato alla sua occupazione preferita: distruggere i suoi avversari politici.

Un presidente Trump evidentemente soddisfatto ha mostrato un quotidiano con il titolo di apertura che annunciava la sua assoluzione durante l’evento al National Prayer Breakfast di giovedì.

Ha esordito scagliandosi contro “persone disoneste e corrotte” che lo hanno messo “in una prova terribile” – qui il riferimento sembra essere ai democratici che hanno provato a rimuoverlo dall’incarico con l’accusa di abuso di potere e ostruzione del Congresso nella vicenda ucraina.

“Hanno fatto il possibile per distruggerci – e così operando hanno ferito gravemente la nostra nazione. Sapevano che quello che stavano facendo era sbagliato, ma hanno voluto anteporre sé stessi al bene della nazione”.

“Non mi piace la gente che usa la propria fede come giustificazione per fare ciò che sanno essere sbagliato. Né mi piacciono le persone che dicono ‘Prego per te’, quando sanno che non è così”, ha proseguito.

Le parole erano probabilmente rivolte alla Speaker della Camera Nancy Pelosi e al senatore Mitt Romney, i quali hanno tirato in ballo la fede nel descrivere il loro rapporto con Trump.

Pelosi ha condotto lo sforzo infruttuoso dei democratici di distruggere Trump e ha intessuto una faida personale con il Presidente. Nonostante la tensione tra i due, Pelosi, una devota cattolica, in passato ha detto di pregare per Trump “tutto il tempo”.

​Martedì Mitt Romney è stato l’unico senatore repubblicano a discostarsi dalla linea del partito e a votare a favore dell’Impeachment.

“Come senatore ho fatto un giuramento davanti a Dio per esercitare una giustizia imparziale. Sono profondamente religioso”, aveva detto motivando la sua decisione, che lo aveva messo in cattivi rapporti con gli altri membri del partito e nel suo stato di origine lo Utah.

“La mia fede è al centro di ciò che sono. Prendo un giuramento davanti a Dio come enormemente consequenziale. Sapevo fin dall’inizio che essere incaricato di giudicare il presidente – il capo del mio stesso partito – sarebbe stata la scelta più difficile che avrei mai dovuto affrontare. Non ho sbagliato”.

Con la defezione di Romney, il Senato si è espresso 52 a 48 a favore della assoluzione di Donald Trump, un risultato molto al di sotto dei due terzi della maggioranza necessari per condannarlo.

Altre sfide legali impegnano Trump ora, in tribunale ci sono diversi casi riguardanti i suoi rapporti personali e condotte in ambito finanziario. Per ora non è chiaro se i democratici proveranno ad approfondire la loro indagine in Ucraina.

“Non abbiamo preso ancora nessuna decisione in merito al da farsi d’ora in avanti”, ha dichiarato Adam Schiff, procuratore capo della Camera al processo di impeachment.

“Superato il processo ci saranno delle discussioni all’interno del partito tra i dirigenti e con la leadership. In questo momento stiamo solo provando a fare il punto su quanto è appena accaduto”.

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Impeachment, Donald Trump
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