18:11 02 Dicembre 2020
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Solar Orbiter e il suo scudo termico a sandwich devono resistere a temperature davvero proibitive durante i flyby del Sole. Ecco come si struttura lo scudo del satellite scientifico ESA-NASA.

Solar Orbiter è la missione ESA-NASA che ha il compito di studiare i due poli del Sole senza ustionarsi troppo e rischiare di incenerirsi insieme al carico di apparecchiature scientifiche che ha a bordo.

Per fare ciò la missione Solar Orbiter è stata dotata di un possente scudo termico del peso di 146 chilogrammi capace di abbattere le temperature proibitive a cui va incontro durante i flyby con i poli del Sole e di resistere fino a 571 gradi Celsius o 970 gradi Fahrenheit.

Il calore non è l’unico problema del Solar Orbiter

Come il nome stesso indica, Solar Orbiter orbita intorno alla nostra stella compiendo una rivoluzione fuori dal piano eclittico tipico dei pianeti che ruotano intorno al Sole.

Il satellite artificiale si sposta su di una orbita che lo porta ad avvicinarsi alla Terra, ad approcciare Venere fino a superarla per avvicinarsi al Sole sopra la sua eclittica.

In questa navigazione nello spazio, il velivolo spaziale è soggetto non solo al calore estremo del Sola, ma anche al freddo estremo tipico dello Spazio profondo.

Solar Orbiter passa quindi dai +570 °C nelle fasi di avvicinamento al Sole, ai -184 °C nella collocazione spaziale più lontana dalla stella.

Lo scudo sandwich del Solar Orbiter

Lo scudo termico del Solar Orbiter è un rettangolo che misura 3,05 metri per 2,44 metri, ed è spesso 38 centimetri e come detto pesa quasi un quintale e mezzo.

Per la sua costruzione si è pensato a una stratificazione a sandwich. La parte frontale è infatti composta da tanti fogli sottili in titanio, un materiale che gli consente di riflette molto calore.

Negli strati interni troviamo una base in alluminio strutturata a nido d’ape, ricoperta a sua volta da strati isolanti. Essa rappresenta anche la parte più vicina al veicolo spaziale e fa da supporto a quest’ultimo.

Lo scudo non è un blocco solido, al suo interno vi sono dei vuoti che consentono una via di fuga al calore in eccesso. Inoltre sulla parte frontale dello scudo termico vi sono come degli spioncini attraverso cui gli strumenti di bordo possono osservare il Sole senza venire inceneriti nel giro di pochi istanti.

Completa la protezione dello scudo termico del Solar Orbiter uno strato di fosfato di calcio nero. Uno strato sottile di una polvere simile al carbone che i nostri antenati preistorici usavano nelle pitture rupestri migliaia di anni fa.

Video Solar Orbiter

Guarda Solar Orbiter in questa video rappresentazione artistica osservare il campo magnetico del Sole.

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NASA, ESA
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