08:29 30 Ottobre 2020
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Lunedì, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha descritto gli attuali sviluppi nella provincia di Idlib in Siria come "ingestibili", aggiungendo che circa un milione di rifugiati della provincia hanno iniziato a spostarsi verso il confine turco.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato mercoledì che gli accordi relativi all'Idlib della Siria e ad est dell'Eufrate non funzionano.

Ha avvertito che la Turchia risponderà nel caso l'esercito siriano non ritiri le sue truppe dietro le linee di osservazione turche entro la fine di questo mese.

“Al momento, due delle nostre 12 postazioni di osservazione sono dietro le linee del regime. Speriamo che il regime si ritirerà dai nostri posti di osservazione prima della fine del mese di febbraio. Se non si ritirerà, la Turchia sarà obbligata a prendere in mano la situazione”, ha sottolineato Erdogan.

Erdogan ha aggiunto che la sua recente telefonata con il presidente russo Vladimir Putin era stata costruttiva e che avevano concordato che i militari russi e turchi sarebbero rimasti in contatto.

Putin, Erdogan discutono della situazione in Idlib

La dichiarazione arriva dopo che Putin ed Erdogan hanno tenuto una conversazione telefonica martedì per discutere il recente attacco ai militari turchi a Idlib, la situazione in Libia e le relazioni bilaterali.

Secondo il presidente turco, l'attacco ai militari turchi, "che erano stati schierati nella regione per prevenire conflitti in Idlib", ha messo a repentaglio lo sforzo congiunto per mantenere la pace in Siria.

"Il presidente ha sottolineato che la Turchia continuerà a usare il suo diritto per proteggersi da tali attacchi, nel modo più duro", ha affermato l'amministrazione presidenziale turca in una nota.

Ciò è stato preceduto da Erdogan che ha definito "ingestibili" gli attuali sviluppi nella provincia siriana di Idlib.

Ha detto che circa un milione di rifugiati della provincia hanno iniziato a spostarsi verso il confine turco, sostenendo che questo è il risultato dell'offensiva di Damasco a Idlib. 

Nel settembre 2018, Mosca e Ankara hanno concordato d'istituire una zona smilitarizzata lungo la linea di contatto tra l'opposizione armata e le forze del governo siriano a Idlib. Alcuni militanti, tuttavia, si sono rifiutati di deporre le armi, con la provincia che rimase una roccaforte di vari gruppi terroristici.

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Siria, Erdogan
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