09:40 03 Dicembre 2020
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L'Australia condurrà un'indagine ad ampio raggio sui suicidi tra i reduci militari e nominerà un commissario permanente per cercare di frenare il tasso di mortalità, ha detto oggi il Primo Ministro Scott Morrison.

L'Australia, che ha oltre 3.000 truppe dispiegate in tutto il mondo, si unisce agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna e al Canada nella lotta a prevenire i casi di suicidio tra il personale militare in servizio e i veterani.

Dal 2001 ad oggi, si sono verificati almeno 419 casi accertati di suicidio tra il personale della difesa australiana. Stando al rapporto stilato dal Governo l’anno scorso, il dato rivelerebbe un tasso del 18% più alto rispetto a quello della popolazione australiana non militare. Particolare che fa riflettere dal momento che il personale militare in Australia è sufficientemente stipendiato e dovrebbe godere di tutte le sicurezze economiche e sociali necessarie per condurre una vita dignitosa.

Il Premier Morrison è stato messo sotto pressione per affrontare il problema nel corso di una campagna intrapresa da Julie-Ann Finney, il cui figlio David, ex sottufficiale della marina, si era suicidato l'anno scorso.

"Troppi giovani australiani si sono tolti la vita e abbiamo bisogno di azioni concertate in per garantire che stiamo facendo tutto il possibile per impedirlo", ha detto il Primo Ministro ai giornalisti nella capitale Canberra.

Un commissario permanente guiderà l'inchiesta e sarà in grado di indagare su singoli casi di sospetto e tentato suicidio, nonché formulare raccomandazioni per sostenere la prevenzione e migliorare la salute e il benessere mentale dei militari. Detto commissario, ancora da nominare, consegnerà poi una relazione al Parlamento entro 12 mesi.

Negli USA va molto peggio

Nel 2018, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva a sua volta firmato un ordine esecutivo che imponeva ai dipartimenti governativi di cercare di prevenire i suicidi tra i reduci trattando i problemi di salute mentale prima che diventino più gravi.

Secondo il Dipartimento americano sarebbero stati 6.139 i reduci negli Stati Uniti morti suicidi nel solo 2017, un tasso addirittura una volta e mezzo superiore rispetto a quello degli statunitensi non militari. Nel 2018 pare che i reduci che sono tolti la vita da soli siano stati 5.500 ai quali andrebbero ad aggiungersi altri 321 militari suicidati in servizio attivo. A questa computa dovrebbero aggiungersi i danni create da depressione, droghe ed alcol.

Situazione in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, l’Osservatorio Epidemiologico della Difesa Italiana tra il 2006 e 2014 ha contato 155 suicidi tra le forze armate (60% dei quali nell’Arma dei Carabinieri) per un tasso che, nel nostro caso, non rivela scostamenti sostanziali tra popolazione militare e civile.

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