02:47 01 Novembre 2020
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Finora gli Stati Uniti sono riusciti a rallentare la costruzione del gasdotto russo Nord Stream 2 con le loro sanzioni anche se Ucraina e Russia hanno raggiunto un nuovo accordo sul transito del gas.

Un altro nuovo gasdotto russo, il Turkish Stream, è diventato operativo. Sputnik ha parlato con Roland Götz, esperto di Europa orientale e Russia, della politica energetica e delle risorse di questi Paesi.

— Le sanzioni americane hanno ritardato la costruzione del gasdotto Nord Stream 2. Cosa impiega questo per il progetto?

Le sanzioni americane, previste dal Defense Budget Act, sembrano essere una sorpresa per Gazprom. Dopotutto il completamento dei lavori di costruzione era questione di giorni. A seguito delle sanzioni, la messa in servizio del gasdotto ha dovuto essere rinviata di diversi mesi, se non di un anno intero. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che la nave posatubi della società svizzera incaricata è stata costretta a interrompere la propria attività a causa delle sanzioni. Ora resta da capire quanto velocemente si riuscirà a predisporre la nave russa Akademik Chersky, attualmente a Nakhodka (nel Mar del Giappone), perché possa essere impiegata nella costruzione. Inoltre, dovrà essere ricollocata nel Mar Baltico. Ma anche così ci vorrà più tempo per la posa rispetto ai ritmi della società svizzera. Sempre comunque che ci si riesca. 

Ma a questo proposito voglio sottolineare nuovamente che il progetto è stato originariamente ritardato a causa del rifiuto della Danimarca di concedere tempestivamente un permesso di costruzione nelle vicinanze di Bornholm. Quindi, queste sanzioni sono possibili solo perché la Danimarca ha ritardato il progetto di diversi mesi.

— È possibile fare una stima dei costi che comporterà questo ritardo nella costruzione?

— Non posso parlare di questo aspetto. Ma stiamo parlando di qualche decina, se non centinaia di milioni. Da un lato, si tratta del costo della preparazione della nave posatubi russa; dall'altro, naturalmente, sono le perdite dovute al ritardo nell'avvio delle forniture di gas attraverso il Nord Stream 2. Questi costi ricadranno anzitutto sui Gazprom.

— Ora tutti parlano solo di questa azienda svizzera che ha posato i tubi. E cosa possiamo dire delle altre società occidentali coinvolte nel Nord Stream 2, ma che si sono anch’esse rifiutate di finanziare il progetto, di costruire il gasdotto e di garantirne la manutenzione?

— Non ne abbiamo sentito parlare. Le sanzioni sono specificamente dirette contro le navi posatubi e a tutte le opere collegate. I lavori a terra e nelle acque costiere poco profonde non sono interessati dalle sanzioni. Quindi si tratta anzitutto della più grande nave posatubi del mondo, proprietà di una società svizzera. Quest’ultima ha reagito molto rapidamente richiamando la propria nave.

— Alcuni criticano ancora Trump per il fatto che le sanzioni siano state imposte così tardivamente e in misura probabilmente troppo morbida. Cosa ne pensa?

— In realtà, la questione non riguarda nemmeno Trump, sebbene anche lui si sia espresso in proposito: infatti, l'iniziativa è partita dal Congresso. E non si tratta solo del Nord Stream 2. Sarebbe infatti una critica generale alla Russia. Gli Stati Uniti parlano anzitutto della ingerenza della Russia nelle elezioni americane, nonché delle operazioni russe condotte in Ucraina. Alla luce di tali insinuazioni è ovvio che il Congresso abbia votato quasi all’unanimità a favore delle sanzioni.

— Queste sanzioni sono davvero dure?

— Comunque siano, sono state introdotte in maniera estremamente furba. Non hanno nessun costo per gli USA, tutte le spese sono a carico di Gazprom. In una certa misura è stata colpita la Germania. Dopotutto, si può parlare di una grande ingerenza negli affari europei e, soprattutto, tedeschi in materia di energia. Si sono espresse contro tale ingerenza sia la Germania sia la Commissione europea. Queste sanzioni sono assai negative perché interessano la fase più complessa della costruzione del Nord Stream 2, ossia la posa in mare aperto. 

— Gli USA giustificano le sanzioni sostenendo di voler evitare che l’Europa diventi troppo dipendente dal gas russo. Tuttavia, questo porta a chiedersi quali sia l’intento degli statunitensi. La seconda ragione che adducono è il timore che l’Ucraina possa perdere il proprio status di Paese di transito del gas alla luce del Nord Stream 2. Ma questa seconda argomentazione risulta inconsistente in ragione del nuovo accordo di transito sottoscritto tra Russia e Ucraina, non è vero?

— Per il Congresso degli Stati Uniti questo argomento è sufficientemente valido. Infatti, la formulazione delle sanzioni sostiene che possano essere annullate solo qualora il transito di gas russo attraverso l'Ucraina venga ridotto di almeno il 25%. Attualmente, in Ucraina transitano 80-90 miliardi di metri cubi di gas. Secondo il nuovo accordo, il transito di quest'anno sarà ridotto del 20% e nel 2021 di un altro 20%. Quindi, una delle condizioni poste dal Congresso non è pienamente soddisfatta. Si deve anche tener conto del fatto che tali decisioni relative alle sanzioni statunitensi di solito rimangono in vigore per un tempo molto lungo. Basti ricordare le sanzioni contro Cuba imposte diversi decenni fa. Quindi, non c’è da aspettarsi che il Congresso revochi a breve queste sanzioni. L’unica soluzione per la loro revoca ad opera del presidente Trump sarebbe legata a determinati fattori di politica estera.

— La legge sulle sanzioni parla anche del Turkish Stream, un altro progetto russo. Tuttavia, la costruzione di questo gasdotto si è già terminata. È possibile, a questo proposito, che si presentino ostacoli in grado di intaccare questo progetto?

— No, perché le sanzioni afferiscono alla costruzione di gasdotti in mare aperto, mentre il Turkish Stream è già stato completato. Tuttavia, qualora si verificasse una espansione futura del progetto, su di esso saranno imposte le sanzioni americane in quanto rimarranno valide per almeno 12 anni e riguarderanno qualsivoglia gasdotto russo in mare aperto nel Mar Baltico e nel Mar Nero.

— I paesi europei possono compensare o ignorare le sanzioni americane?

— Le sanzioni sono imposte ai danni delle aziende e non dipendono dalla politica dei governi. E se queste aziende hanno paura delle sanzioni americane, interromperanno la propria attività. Quindi, gli Stati membri dell’UE, di fatto, non possono farci nulla. La cancelliera tedesca ha già dichiarato che non si risponderà con ulteriori sanzioni. Sarebbero, infatti, completamente inutili contro gli Stati Uniti. Inoltre, non contribuirebbero in alcun modo al completamento del Nord Stream 2.

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Turkish Stream, Turkish Stream, Turkish Stream, Nord Stream 2
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