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Chi ha causato la Seconda Guerra Mondiale? Controversia tra Russia e Polonia (38)
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Nella storiografia e nell'opinione pubblica polacche è diffusa la tesi per cui le decisioni sulla "questione polacca" siano state prese in occasione della Conferenza di Yalta "sotto il dettato sovietico".

Questo, però, non corrisponde al vero: le decisioni prese in Crimea sono state il risultato di un complesso compromesso raggiunto tra i 3 grandi leader. E gli ulteriori sviluppi degli eventi hanno dimostrato che tale compromesso si basava su solide fondamenta. Dopotutto, i confini delineati a Yalta sono rimasti ad oggi perlopiù invariati.

Quando Winston Churchill, Joseph Stalin e Franklin Roosevelt si incontrarono nel Palazzo imperiale di Livadya il 4 febbraio 1945, il destino della guerra era già stato deciso. L'Armata Rossa si muoveva veloce verso l'Occidente, liberando uno dopo l'altro i territori un tempo sotto il controllo nazista: si sviluppava l'offensiva in Prussia orientale, l'operazione Vistola-Oder era stata portata a termine con grande successo e venivano riportate grandi vittorie nei pressi di Budapest.

Gli Alleati occidentali avevano appena sconfitto con difficoltà i tedeschi nelle Ardenne ed erano pronti ad avanzare verso il Reno. Il Reich nazista era ormai destinato al fallimento.

Alla Conferenza si intendeva risolvere la questione della futura struttura territoriale e politica dell'Europa. Stando ai verbali della Conferenza disponibili pubblicamente, si evince che la "questione polacca" è stato uno degli argomenti principali. Come sempre accade nella storia, la soluzione al problema è stata trovata dai capi delle grandi potenze vittoriose. È stato il caso del Congresso di Vienna del 1815, del Trattato di Versailles del 1920 e della Conferenza di Yalta del 1945.

La questione polacca

All'inizio del febbraio 1945 l'Armata Rossa aveva liberato la maggior parte della Polonia. A Varsavia fu istituito il Governo provvisorio della Repubblica Polacca, costituito da politici polacchi di sinistra e orientati verso l'URSS. Questo governo ottenne velocemente il riconoscimento internazionale. Oltre all'URSS, anche la Cecoslovacchia (in particolare, il governo cecoslovacco in esilio istituito da Edward Beneš) considerava legittima leadership polacca.

Contemporaneamente, il governo polacco in esilio continuava la sua attività da Londra sin dall’autunno del 1939. Tale governo a distanza era guidato da Tomasz Arciszewski, che aveva lasciato Varsavia per la Gran Bretagna alla vigilia della Rivolta del 1944.  Il governo di Arciszewski rigettò in maniera categorica le decisioni prese in occasione della Conferenza di Teheran del 1943.

Durante l'incontro nella capitale iraniana Stalin propose di spostare il confine occidentale della Polonia ad ovest e di stabilire quello orientale lungo la Linea Curzon. Roosevelt e Churchill sostennero con entusiasmo questa idea.

"Questo piano è buono e il migliore di tutti" sul quale i polacchi possono contare, perché "le terre tedesche sono molto più preziose delle Paludi del Prypyat’, si tratta infatti di aree industriali sviluppate", sottolineò il primo ministro britannico.

La posizione inconciliabile del governo polacco in esilio irritava Churchill e Roosevelt. Le potenze occidentali, così come l'URSS, hanno praticamente smesso di tenerne conto dopo aver risolto la "questione polacca".

Fallimento del governo di Londra

 A Yalta Stalin delineò un'analogia tra il nuovo governo francese e quello polacco, sottolineando che né il governo di Charles de Gaulle né il governo provvisorio della Polonia avevano un chiaro mandato di voto. Ma poiché l'URSS riconobbe il regime di de Gaulle, gli Alleati dovettero fare lo stesso nei confronti del governo provvisorio. Stalin ricordò anche che non avrebbe avanzato alcuna pretesa relativa alla formazione di un nuovo governo in Grecia. Fu difficile dialogare per il premier britannico perché nell'ottobre 1944 fu proprio Churchill ad essere il promotore della divisione dell’Europa in sfere di influenza.

Il presidente americano e il primo ministro britannico furono pragmatici. Capirono che la Polonia era stata liberata dall'Armata Rossa, come concordato a Teheran. In seguito, nel Paese si venne a creare una situazione completamente nuova che non poteva essere ignorata.

Questo, così come il fallimento politico del governo polacco esiliato e delle sue strutture che in Polonia vivevano nell’ombra, portò al conseguimento di un risultato lineare. A Yalta i Tre Grandi convennero in linea di principio di creare un nuovo governo in Polonia, composto da rappresentanti della sinistra e delle forze comuniste. Osservarono solamente che tale governo sarebbe stato formato “tramite l’inserimento di polacchi di fede democratica residenti in patria e di polacchi all’estero”. 

I polacchi come i cinesi

Roosevelt, dal canto suo, osservò che negli Stati Uniti vivevano tra i 5 e i 7 milioni di polacchi che come lui erano concordi sul confine orientale sulla linea Curzon. Tuttavia, i polacchi, così come i cinesi, erano molto preoccupati di "non perdere la faccia". A tal proposito, il presidente statunitense chiese al proprio collega sovietico di fare piccole concessioni nell’area a sud della linea Curzon. Anche Churchill era d'accordo con le proposte di Stalin e Roosevelt. Richiamò l'attenzione sul fatto di aver sempre dichiarato pubblicamente in parlamento e in altri luoghi l'intenzione del governo britannico di riconoscere la linea Curzon nella forma intesa dal governo sovietico, ossia lasciando Leopoli all’URSS.

© Sputnik . A. Sverdlov
La Conferenza di Yalta, 1945

Churchill fu ampiamente criticato per questo sia in Parlamento sia tra le fila del partito conservatore. Tuttavia, Churchill credette sempre che dopo la tragedia subita dalla Russia che si difendeva dalla aggressione tedesca e dopo gli sforzi profusi dalla Russia per liberare la Polonia, le pretese dei russi nei confronti di Leopoli e della linea Curzon fossero non tanto manifestazioni di forza, quanto rivendicazioni di diritto.

A chi ha causato il mal di testa la questione polacca?

Alla fine, gli Alleati convennero che il confine orientale della Polonia dovesse seguire la linea Curzon con piccole deviazioni a favore della Polonia. Nella zona di Leopoli, invece, il confine sarebbe andato a favore dell'URSS. La Polonia avrebbe dovuto ricevere una compensazione territoriale a ovest a fronte delle terre in passato di proprietà tedesca.

"Qualora la guerra con i tedeschi continui un po' più a lungo, dovremo essere in grado di compensare la Polonia a spese della Germania ", dichiarò Stalin.

Per quanto riguarda i confini occidentali, con il mutuo consenso degli Alleati si decise che il confine occidentale della Polonia dovesse andare da Stettino (in polacco, Szczecin) e poi a sud lungo l'Oder e la Neiße. Allo stesso tempo il premier britannico stabilì che "la Polonia avrebbe dovuto avere il diritto di prendere il territorio che desidera e che è in grado di gestire. Sarebbe inappropriato se un'oca polacca si riempisse di veleni tedeschi fino a morire di indigestione".

È degno di nota il fatto che durante la Conferenza furono proprio gli alleati occidentali, e non Stalin, a osservare che "la questione polacca per 5 secoli aveva causato al mondo un gran mal di testa" e che spettava a loro fare tutto il possibile per porvi fine. Il leader sovietico solo era d'accordo con loro.

Varsavia e le chimere del Międzymorze

Gli accordi di Yalta sono spesso considerati il motivo principale che portò alla successiva formazione della Polonia popolare socialista. Questo non è del tutto vero. Durante la Conferenza non fu in alcun modo specificato che la Polonia e gli altri paesi dell'Europa orientale si sarebbero dotati di una struttura socialista sotto l’egida dell’URSS. L'instaurazione dei regimi di democrazia popolare e la creazione di una regione socialista iniziarono più tardi, ossia quando in Europa e nel mondo prese avvio la guerra fredda, i cui motivi fondanti dovrebbero essere oggetto di separata disquisizione.

Nel febbraio 1945 gli Alleati cercarono piuttosto di stabilire nuove forti frontiere in Europa. Grande era anche il desiderio di Mosca di creare un "cuscinetto" tra Est e Ovest, una sorta di cintura di Stati amichevoli ma neutrali che si estendeva dalla Svezia a nord fino all'Italia a sud. Yalta riuscì nel primo intento, ma non nel secondo.

La Polonia di Yalta esiste ancora oggi. Per la prima volta nella sua storia moderna lo Stato polacco è diventato sovrano e monoetnico, orientato più a nord-ovest che a sud-est. Solo grazie alle decisioni dei Tre Grandi i polacchi ottennero una vasta area della costa baltica che dispone di diversi porti di facile accesso. Paradossalmente è stato per mano dell'URSS che si creò uno Stato nazionale forte strettamente legato a Mosca. La Polonia fu finalmente in grado di impegnarsi nel miglioramento della situazione interna e in tal senso conseguì buoni risultati.

Oggi il grande errore lo commettono quei politici che stanno cercando di riorientare la strategia polacca verso Est. Il fatto di essere ammaliati dalle chimere del Międzymorze, dalle frontiere del 1772 e dai sogni della Quarta Rzeczpospolita non possono che rivelarsi infausti per tutti i Paesi della regione. Yalta oggi va intesa come fautrice di molti decenni di pace e creatrice di uno stabile sistema di frontiere in Europa.

di Dmitry Bunevic,

dottore di ricerca in Storia, direttore dell’Istituto di collaborazione russo-polacca

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