01:31 08 Aprile 2020
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La circoncisione femminile rimane finora una realtà in Egitto, nonostante tale tipo di intervento fosse dichiarato fuorilegge nel Paese. Lo testimonia il caso della dodicenne Nada, deceduta in ospedale dopo l’operazione di circoncisione.

Le autorità egiziane hanno nuovamente sollevato la questione della lotta contro questo fenomeno, chiedendo una pena più severa per i medici e il padre della ragazza deceduta. Esperti egiziani hanno raccontato a Sputnik perché malgrado il rischio di procedimento penale, esiste ancora una tale pratica, e quale pena è prevista per genitori e dottori che organizzano queste operazioni.

Delitto e castigo

Il consigliere legale per i diritti dei minori in Egitto Dina el-Mukaddam ha osservato che tali operazioni vengono ancora eseguite in numerosi villaggi dell'Alto Egitto.

“La gente non vede nulla di illegale in esso, siccome questa pratica esiste fin dai tempi più antichi. Spesso le autorità locali non vogliono spiegare agli abitanti perché la circoncisione femminile è stata messa fuorilegge, spesso è estremamente difficile raggiungere la comprensione reciproca”, ha detto.

Parlando del perseguimento penale per circoncisione femminile Dina el-Mukaddam ha aggiunto: “La legge innanzitutto ha l’obiettivo di fermare la pratica di queste operazioni tra i medici. Una penalizzazione rigida (reclusione da 5 a 7 anni) ha costretto la stragrande maggioranza del personale medico a rinunciare ad operazioni del genere. Tuttavia, alcuni dottori continuano ancora ad eseguirle in modo artigianale e apparentemente nessuno si prende cura della salute di ragazze. Ecco perché la piccola Nada è morta”.

L’articolo 242 del codice penale dell’Egitto definisce la circoncisione femminile come “rimozione parziale o completa di organi genitali esterni o l'atto di infliggere danni ad essi senza una necessità medica”. Contro ciascuno che conduce le operazioni del genere, al di là dell’esito, deve essere promossa un’azione penale.

Quanto è comune la circoncisione femminile

Samira Abdel Fadeel, originaria della città di Fayyum, ha raccontato che nella zona in cui è cresciuta la circoncisione alle ragazze veniva fattsa prima del compimento dell'età di 10 anni.

“In passato queste operazioni venivano fatte direttamente dalle donne che aiutavano a far nascere bambini nel villaggio. Però con il tempo, per fare la circoncisione femminile si è cominciato a rivolgersi ai dottori”, ha dichiarato.

Secondo Samira, alcune famiglie si erano precedentemente astenute da tali operazioni, ma ora ci sono famiglie che sottopongono ragazze alla circoncisione.

"Per arrivare nei villaggi remoti le nuove informazioni ci mettono molto tempo e il medesimo tempo occorre per far funzionare nuove regole in quelle zone”, ha sottolineato Fadeel.

Secondo il deputato del parlamento egiziano Mona Mounir, il fatto che la circoncisione femminile esista ancora nel Paese indica l'inefficacia delle iniziative del governo e delle campagne sociali.

“Se è stato provato che un dottore o altro fa le operazioni di circoncisione femminile, deve assumersi le responsabilità secondo la legge. Anche i genitori delle ragazze che hanno subito questa terribile procedura, devono essere puniti, se non con la reclusione, almeno con una multa”, ha affermato il deputato.

Incompetenza delle amministrazioni locali?

Tuttavia, il vicepresidente del Consiglio nazionale per gli affari delle donne Maha Marwan ritiene che nonostante le difficoltà incontrate con l'attuazione del piano in alcune regioni, le recenti statistiche indicano chiaramente il successo della campagna nazionale contro la circoncisione femminile.

“La nostra campagna di sensibilizzazione cerca di raggiungere ogni casa in Egitto, ed al momento noi ci stiamo lavorando. È importante che la nostra campagna è stata sostenuta dal presidente al-Sisi e questo si evidenzia anche in un approccio al lavoro coerente e sistematico", ha detto.

“Non c'è il fallimento e non può esserci, stiamo lavorando secondo il piano previsto. Il Parlamento ha recentemente adottato una legge che rende più severa la pena detentiva per la pratica della circoncisione. Allo stesso tempo, il Ministero della Sanità punisce anche i medici coinvolti in tali operazioni. Il lavoro è in corso in tutti i governatorati dell'Egitto”, ha aggiunto Marwan.

Secondo i risultati di uno studio condotto da ONU e UNICEF nel 2016, l’87% delle donne in Egitto sono state sottoposte ad un’operazione di circoncisione in età da 15 a 49 anni. Con l’introduzione di sanzioni penali per le operazioni del genere e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione circa il fenomeno, il numero di tali operazioni è sceso notevolmente nelle città e nei distretti urbani. Tuttavia, la questione rimane ancora irrisolta nei paesini, soprattutto nell’Alto Egitto. L'Egitto si è rivelato essere il terzo paese al mondo per il numero di donne che hanno subito la circoncisione: peggio soltanto in Indonesia ed Etiopia.

La circoncisione femminile è la rimozione parziale o completa dei genitali femminili esterni (clitoride, piccole e grandi labbra) senza indicazioni mediche. Il termine "circoncisione femminile" non è più utilizzato tra i medici e difensori dei diritti umani al mondo dagli anni '80. Questa operazione viene comunemente denominata "mutilazione genitale femminile”.

Molto spesso tali operazioni sono dettati dalle norme sociali, da credenze religiose o da idee sbagliate in materia di igiene. Questo intervento è anche considerato un modo per preservare la verginità prima del matrimonio.

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