08:27 03 Aprile 2020
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Secondo i sociologi marocchini, 350.000 donne del Paese si sono date al contrabbando nel nord del Regno nelle città di Ceuta e Melilla (Ceuta è una piccola exclave spagnola sulla costa settentrionale africana di fronte a Gibilterra; Melilla è una città spagnola e un porto nel nord del Marocco vicino al confine tra quest’ultimo e l’Algeria).

Al momento il governo sta discutendo se chiudere o meno i collegamenti con le città spagnole di Ceuta e Melilla per interrompere le forniture clandestine dalla Spagna in Marocco e viceversa. Gli economisti sostengono che il traffico di merci sul mercato nero sta colpendo duramente l’economia marocchina.

Abdel Illah al Khadari, direttore del Centro marocchino per la difesa dei diritti umani, ha dichiarato a Sputnik che il traffico clandestino di merci è presente in queste zone da almeno 50 anni. “Partecipano al contrabbando tra queste città spagnole e il Marocco tra le 300.000 e le 350.000 donne. Di conseguenza, questa sorta di lavoro dà da mangiare a più di un milione di marocchini”.

“Se la frontiera verrà chiusa, questo avrà gravi ripercussioni su centinaia di migliaia di famiglie che già da molti anni si occupano esclusivamente di contrabbando. Non riusciranno a cambiare professione in quanto non vi sono altre fonti di reddito”, ha osservato Abdel Illah al Khadari.
Il contrabbando danneggia l’economia marocchina

“Il danno per l’economia è ingente poiché le merci da contrabbando costituiscono fino al 25% di tutte le merci circolanti sul mercato marocchino. Questi prodotti si contrappongono a quelli di produzione locale. Tra l’altro, gli autoctoni preferiscono spesso comprare prodotti d’importazione piuttosto che quelli locali”, ha dichiarato l’esperto del Centro.

Fatimah Baganbur, attivista marocchina per i diritti umani, ha aggiunto: “La maggior parte delle merci illecite danneggiano l’economia del Paese. Sempre più spesso le donne che lavorano come facchine nei porti spagnoli non sanno cosa contengono i pacchi. La mafia e le organizzazioni criminali potrebbero spedire qualsiasi cosa. Il cibo che viene trasportato in questo modo non è sottoposto ad alcun controllo. Chiaramente il governo intende chiudere questo canale, ma così facendo sarebbero i comuni cittadini a farne le spese”.

Ceuta e Melilla sono città autonome che godono di un’autonomia maggiore rispetto agli altri comuni. Sono difese da guarnigioni di militari e sono indirettamente gestite dal governo spagnolo. In quanto appartenenti della Spagna, questi territori fanno anche parte dell’Unione europea e utilizzano l’euro come moneta.

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