10:01 05 Aprile 2020
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Secondo il Ministero della Difesa russo la Turchia non avrebbe avvisato Mosca per tempo, come previsto dagli accordi di Astana del 2017.

Nella notte i militari turchi sono finiti sotto il fuoco delle forze governative siriane a Idlib perché Ankara non ha notificato per tempo alla Russia l'intenzione di eseguire delle manovre nella regione.

Ad affermarlo è il Ministero della Difesa russo, in una nota diffusa attraverso il Centro russo per la Riconciliazione delle Parti in Guerra.

"Alcuni reparti dell'esercito turco, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio di quest'anno senza inviare previa notifica alla Russia hanno effettuato delle manovre all'interno della zona di de-escalation di Idlib e sono finiti sotto il fuoco delle forze governative, che stavano bersagliando i terroristi asserragliati a Ovest di Sarakib", si legge nella nota.

In precedenza il Ministero della Difesa turco ha reso noto che quattro militari sono rimasti uccisi e altri nove hanno riportato delle ferite in seguito ad un bombardamento di Damasco nei pressi di Sarakib, nella provincia di Idlib, in Siria.

Ankara sostiene che le sue forze siano state prese di mira nonostante avessero reso noti per tempo i propri movimenti, mentre il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia è pronta a portare avanti le operazioni belliche nella regione.

La situazione a Idlib

In adempienza agli accordi raggiunti ad Astana (oggi Nur-Sultan, ndr), nel maggio 2017, da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo delle milizie jihadiste.

 

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