23:03 19 Febbraio 2020
Mondo
URL abbreviato
8421
Seguici su

Come riportato dal Ministero della Difesa di Ankara, quattro militari turchi sarebbero rimasti uccisi e altri nove avrebbero riportato delle ferite in un bombardamento delle forze di Damasco su Idlib.

In un comunicato ufficiale, il Ministero della Difesa della Turchia ha reso noto che in seguito ad un'operazione delle forze governative siriane nella provincia di Idlib avrebbero perso la vita almeno 4 effettivi dell'esercito turco, mentre altri 9 sarebbero rimasti feriti.

Come si apprende dalla stessa nota, le truppe di Ankara avrebbero immediatamente risposto al fuoco nemico, distruggendo diversi obiettivi nella regione.

La notizia è stata rilanciata dall'agenzia di stampa turca Anadolu, che ieri aveva riferito in merito al dislocamento di un gran numero di uomini e mezzi dell'esercito turco in direzione del confine siriano, al fine di rafforzare il contingente in loco.

Nei giorni scorsi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato che in caso di mancata normalizzazione della situazione a Idlib, Ankara potrebbe ricorrere all'uso della forza.

La situazione nella provincia di Idlib

In adempienza agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei militanti terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il 28 gennaio le truppe siriane hanno ripreso il controllo su Maarat al-Numan, centro strategico nella provincia di Idlib, secondo quanto riferito da una fonte militare siriana.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook