16:36 01 Giugno 2020
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Nei giorni scorsi Recep Tayyip Erdogan aveva minacciato di scatenare una nuova offensiva su Idlib qualora la situazione nella provincia non fosse tornata al più presto alla normalità.

La Turchia continua a far affluire le proprie colonne corazzate verso il confine con la Siria, nella zona di Reyhanlı, non lontano dalla città di Idlib, teatro di scontri tra l'esercito regolare di Damasco e le sacche di resistenza dei gruppi terroristici.

A renderlo noto è l'agenzia turca Anadolu, specificando che tali manovre sono volte a rafforzare le forze stanziate lungo la frontiera.

Nelle scorse ore, tuttavia, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato che in caso di mancata normalizzazione della situazione a Idlib, Ankara potrebbe ricorrere all'uso della forza.

Il convoglio militare è composto da camion cisterna, carri armati e altri veicoli corazzati: inoltre al confine siriano-turco sono stati inviati anche 15 mezzi che trasportano barricate di cemento armato e pannelli protettivi antiproiettile. 

La situazione nella provincia di Idlib

In adempienza agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei militanti terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il 28 gennaio le truppe siriane hanno ripreso il controllo su Maarat al-Numan, centro strategico nella provincia di Idlib, secondo quanto riferito da una fonte militare siriana.

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