18:39 30 Marzo 2020
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La Bielorussia continua a cercare alternative alle forniture energetiche russe, nonostante le condizioni decisamente vantaggiose offerte da Mosca.

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, è arrivato quest'oggi a Minsk per la seconda delle sue quattro tappe previste dal programma di visite in Europa dell'Est e in Asia Centrale.

Nel corso della sua permanenza in Bielorussia, Pompeo ha incontrato il ministro degli Esteri del Paese, Vladimir Makei, e il capo dello Stato, Aleksandr Lukashenko.

Tra le varie questioni sul tavolo, quella legata alle risorse energetiche e alla possibile fornitura delle stesse alla Bielorussia da parte degli Stati Uniti.

A tal proposito lo stesso Pompeo si è mostrato più che possibilista, affermando che Washington è pronta a coprire per intero il fabbisogno energetico di Minsk:

"Gli USA hanno intenzione di aiutare la Bielorussia nel suo intento di creare uno stato sovrano. I nostri produttori di risorse energetiche sono pronti a coprire il 100% del vostro fabbisogno energetico, ad un prezzo concorrenziale", sono state le parole del segretario di Stato.

Dopo Kiev e Minsk, nei prossimi giorni Mike Pompeo è ora atteso in due Paesi dell'Asia Centrale, Kazakhstan e Uzbekistan.

La questione energetica bielorussa

Ad oggi, l'approvvigionamento energetico della Bielorussia viene garantito dalla Russia, sebbene i negoziati per il rinnovo dei contratti stia andando a rilento per la non volontà da parte delle aziende di raffinazione petrolifera bielorusse di accordarsi su un prezzo di mercato.

Le forniture russe, alle condizioni previste dagli accordi del 2019, andrebbero a costare a Minsk come minimo 1,6 miliardi di dollari in meno rispetto a quelle degli altri Paesi a fronte di un quantitativo annuo di greggio pari a 24 milioni di tonnellate.

In mancanza di un accordo, lo scorso 1° di gennaio la Federazione Russa ha interrotto le forniture energetiche verso il Paese limitrofo, con Minsk che si è trovata costretta a sospendere l'export di prodotti derivati dalla lavorazione del petrolio.

In presenza di un tale scenario, il presidente del Paese Aleksandr Lukashenko ha dichiarato a più riprese che la Bielorussia è alla ricerca di valide alternative su questo fronte, intavolando trattative con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti allo scopo di diversificare le forniture.

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