19:47 12 Luglio 2020
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Gli scienziati hanno appena scoperto una fonte inaspettatamente grande di gas serra naturale capace di emettere in atmosfera quantità tali da essere paragonabile alle capacità inquinanti delle attività umane di alcune intere nazioni.

Il Medio Oriente, sappiamo, detiene oltre la metà delle riserve mondiali di petrolio e gas e l'intenso sfruttamento dei combustibili fossili che ha luogo lì è motivo di grandi quantità di emissioni inquinanti in atmosfera.

Quando però nel 2017 una spedizione dei ricercatori del Max Plank Institute for Chemistry ha eseguito le sue rilevazioni nel nord del Mar Rosso, ha scoperto che i livelli di etano e propano nell’aria sopra le acque erano fino a 40 volte superiori alle previsioni, anche tenendo conto di tutte le possibili emissioni artificiali nella regione.

Il team di scienziati ha preso in considerazione tutte le possibili fonti di emissione, persino traffico, combustione di biomassa e sfruttamenti agricoli, oltre alle classiche combustioni industriali e le capacità inquinanti delle industrie estrattive. Alla fine sono giunti alla conclusione che i gas dovevano per forza fuoriuscire dal fondo del mare dopo essere sfuggiti a giacimenti di petrolio e gas sui fondali. Trasportati dalle correnti in superficie, sarebbero quindi finiti a mescolarsi al protossido di azoto, emesso in grandi quantità dalle attività industriali.

Si tratterebbe di gas estremamente dannosi per la salute umana, secondo lo studio del team, pubblicato su Nature Communications.

"Devo ammettere che sono rimasto molto sorpreso da questi risultati", ha detto l'autore principale dello studio, Efstratios Boursoukidis, intervistato dalla France Presse.

"Abbiamo impiegato quasi due anni a lavorare su questi dati per dimostrare con sicurezza che le emissioni provengono da circa due chilometri sotto la superficie del mare", ha aggiunto.

Il team ha calcolato che il tasso di perdite di etano e propano era "paragonabile in grandezza" a quello di diverse nazioni esportatrici di idrocarburi, come gli Emirati Arabi Uniti o il Kuwait.

Queste emissioni quando arrivano in atmosfera costituiscono una potente fonte di gas serra, afferma lo studio, ancora più grave del CO2.

Naturalmente l'inquinamento da protossido di azoto dovuto al gran numero di navi container che attraversano il Mar Rosso settentrionale, una delle corsie di trasporto più trafficate della Terra, non migliora certo la situazione. Ed è anche molto probabile che tutto ciò peggiori nei prossimi anni man mano che, come si prevede, aumenterà il traffico.

"Nei prossimi decenni si prevede che il traffico navale attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez continuerà ad aumentare, con un concomitante aumento delle emissioni di ossido di azoto", ha affermato Boursoukidis.

"Prevediamo che tale aumento amplierà il ruolo di questa fonte, portando a un significativo deterioramento della qualità dell'aria in tutta la regione".

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