08:59 04 Luglio 2020
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La quantità di carbonio immessa nell'atmosfera causerà inevitabilmente un aumento della temperatura sul pianeta, cosa che comporterà un innalzamento del livello dei mari, un aumento della loro acidità e un aumento dell'azione delle ondate di calore.

Lo ha riferito a Sputnik Vladimir Ryabinin, vice direttore dell'Unesco e dottore in scienze a margine della conferenza internazionale "Arctic Frontiers" ("Frontiere artiche").

Il tema principale della conferenza di quest'anno è "Il potere della conoscenza": scienziati, politici, rappresentanti di imprese e organizzazioni pubbliche di 35 Paesi discutono delle sfide che minacciano il nostro pianeta e di come la scienza possa influenzare la soluzione di questi problemi. Come al solito uno dei problemi centrali è il riscaldamento climatico, particolarmente evidente nei territori artici.

"In effetti abbiamo immesso così tanto carbonio nell'atmosfera che il riscaldamento è inevitabile. Non abbiamo la tecnologia per pompare carbonio dall'atmosfera ed immagazzinarlo da qualche parte, il livello aumenterà e se possiamo miracolosamente ripristinare lo stato iniziale di Co2 nell'atmosfera, allora sarà qualcosa di memorabile, ma è praticamente impossibile estrarre carbonio dall'atmosfera", ha affermato lo scienziato.

Ha osservato che nonostante gli accordi di Parigi sul clima siano importanti e significativi per molti Paesi, hanno un effetto pressoché irrilevante nella pratica: secondo gli scienziati, nel 2018, le emissioni di Co2 sono state le più alte nella storia dell'attività umana.

"Siamo d'accordo, ma in realtà non facciamo nulla, quindi andiamo verso un mondo in cui aumenterà il livello degli oceani, aumenterà l'acidità delle acque, ci saranno ondate di calore, verranno distrutte le barriere coralline, e le barriere coralline sono l'habitat del 30% delle specie, detto in altri termini scomparirà il 30% delle specie viventi sulla Terra", ha osservato Ryabinin.

Tags:
Scienza e Tecnica, Accordi di Parigi, clima, Cambiamenti climatici, Ambiente
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