07:11 23 Febbraio 2020
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In precedenza il ministero Difesa russo aveva affermato che i militanti e i loro complici dei Caschi Bianchi stessero preparando una provocazione con l'uso di sostanze tossiche in Siria.

L'esercito siriano ha catturato un militante che è stato testimone della preparazione di una nuova provocazione da parte dei Caschi Bianchi. Un video del suo interrogatorio è stato diffuso dal Centro russo per la riconciliazione in Siria.

Il militante di nome Abu Hamza era il responsabile della custodia dei magazzini nella città di Kafer Hamra. Ha detto di aver visto "persone della protezione civile", cioè "White Helmets", arrivare al magazzino.

"Non so cosa fosse immagazzinato esattamente lì. Qualche tempo fa sono arrivati in minibus e hanno caricato scatole contenenti contenitori grigi e scatole con parti di razzi e munizioni. Hanno anche preso le attrezzature per le riprese", ha detto.

Dopo lo scoppio delle ostilità, Abu Hamzu era stato portato al fronte, nell'area Rashidin-4 nel sud-ovest di Aleppo, dove ha combattuto per la milizia di Jaysh Osman. Questa zona non gli era familiare e durante la ritirata Khamza si perse e venne catturato.

Dettagli della provocazione imminente

In precedenza, il capo del centro russo per la riconciliazione, Yuri Borenkov, aveva affermato che i militanti e i loro complici dei Caschi Bianchi stessero preparando una provocazione con l'uso di sostanze tossiche in Siria al fine di incolpare le autorità governative siriane. Secondo le informazioni dei residenti locali e dei militanti detenuti, i rappresentanti dei Caschi Bianchi sarebbero arrivati ​​negli insediamenti di Kafer Hamra nelle province di Aleppo e Maaret Misrin ed Erich nella provincia di Idlib sotto la protezione dei militanti del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (affiliato ISIS) con contenitori presumibilmente contenenti gas cloro.

Più tardi, il capo della rete siriana per i diritti umani (quartier generale a Damasco), Ahmad Kazem, aveva riferito ai media russi che oltre 40 Caschi Bianchi erano arrivati ​​nel villaggio di Einata a Idlib.

Cosa si sa sui Caschi Bianchi

L'organizzazione "White Helmets" dichiara ufficialmente che il suo obiettivo è quello di proteggere la popolazione civile della Siria con neutralità politica e non coinvolgimento nelle operazioni armate. Su Internet si possono trovare molti video in cui personale con elmetti bianchi salvano i feriti da sotto le macerie.

Tuttavia sono apparse anche testimonianze e video che mostrano come gli stessi Caschi Bianchi creino storie organizzate, truccando le ‘vittime’ e creando vere e proprie sceneggiature. Inoltre i giornalisti siriani hanno mostrato diversi materiali che dimostrano come questi ‘soccorritori’ vestiti da protezione civile e dotati di attrezzature video siano spesso gli stessi che in altri contesti vestano con uniformi e abbiano in dotazione invece armi.

Il ministero degli Esteri russo considera le attività dei Caschi Bianchi uno dei tanti elementi di una vasta campagna di disinformazione volta a denigrare le autorità siriane. Bashar al-Assad ha dichiarato che i membri di questa organizzazione sono, in realtà, null’altro che sostenitori di al-Qaeda (ISIS).

James Le Mesurier, l'ex ufficiale dell'intelligence britannico, ritenuto anche fondatore dei Caschi Bianchi, è stato trovato morto l'11 novembre 2019 nella propria abitazione a Istanbul.

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