01:16 09 Aprile 2020
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L'Antartide venne scoperto il 28 gennaio 1820 da una spedizione russa voluta dallo Zar Alessandro I e guidata dai capitani Thaddeus Bellingshausen e Mikhail Lazarev. Oggi ricorre il duecentesimo anniversario di quella spedizione straordinaria ma poco nota.

Tutti pensano che il continente Antartide venne scoperto da James Cook ma, il leggendario esploratore britannico, in realtà non avvistò mai la costa. Durante una delle sue grandi spedizioni nel 1774 raggiunse i mari più meridionali ma non riuscì a superare il muro di ghiaccio nonostante i vari tentativi. Alla fine annunciò al mondo di aver raggiunto il limite massimo a sud ma che non fosse possibile avanzare oltre. Data la sua grande autorità per quasi un altro mezzo secolo nessuno osò intraprendere altre spedizioni simili. L’esistenza del continente meridionale rimase presunta ma non verificata.

Ne era convinto dell’esistenza il grande scienziato e linguista russo Mikhail Lomonosov che, già prima di Cook e con l’aiuto del solo metodo deduttivo, aveva determinato che un continente dovesse per forza esserci oltre quelle acque vista la presenza di tanti iceberg. Se ci sono tanti blocchi di ghiacci e di dimensioni così grandi, si disse Lomonosov, da qualche parte dovranno pur staccarsi. La Russia imperiale maturò quindi un certo interesse per questo sesto misterioso continente, anche se, va pur detto, non si trattò di interesse puramente scientifico ma anche commerciale, dato che non era prevedibile se potesse condurre a nuove rotte o la scoperta di ulteriori risorse fintanto che non vi fosse stato messo piede.

“La spedizione russa intorno al mondo di Bellingshausen e Lazarev fu la prima ad avere successo", afferma il glaciologo Vladimir Kotlyakov, direttore scientifico dell'Istituto di geografia dell'Accademia delle scienze russa.

La spedizione ordinata dallo Zar Alessandro I salpò da Kronstadt (isola fortificata di fronte all’allora capitale dell’Impero San Pietroburgo) nel luglio del 1819. Era composta da due navi, la Vostok (Oriente) comandata dal capo spedizione Thaddeus Bellingshausen e la Mirny (Pacifica) comandata da Mikhail Lazarev, che in seguito sarebbe divenuto uno degli ammiragli più famosi di tutta la Storia russa. 

Quella spedizione durò più di due anni – 751 giorni per l’esattezza. Alcuni marinai morirono e vennero affrontate condizioni proibitive e pericoli immani a bordo di imbarcazioni a vela al tempo ancora affatto adatte alla navigazione tra i ghiacci. In quel periodo venne pressochè completata la circumnavigazione dell’Antartide, facendo spola dalla Terra del Fuoco e dalla Nuova Zelanda, venne individuata più volte la terra ferma, scoperte ben 29 isole, eseguite osservazioni e rilievi naturalistici unici al tempo e fatte rilevazioni scientifiche straordinarie. Non venne tuttavia scoperta alcuna nuova rotta commerciale né trovate risorse sfruttabili. Fu per questo probabilmente che quell’immenso sforzo venne accolto con scarso interesse nella Russia Imperiale e di lì a breve venne di fatto dimenticato. Il ‘Passaggio a Nord-Est’ era molto più profittevole e l’impero preferì investire le proprie risorse per l’esplorazione nell’Artico piuttosto che nell’Antartico.

L’Antartide oggi spiegato dal professor Kotlyakov

Secondo la convenzione internazionale, l'Antartide appartiene a tutta l'umanità, qualsiasi attività e sfruttamento economico è vietato. Si può fare solo ricerca scientifica.

"Fornire una previsione meteorologica moderna significa elaborare un'enorme quantità di dati grezzi. Quando abbiamo iniziato a ricevere informazioni dall'Antartide, le previsioni meteorologiche in tutto il mondo sono migliorate", spiega Vladimir Kotlyakov.

L'Antartide è bagnata dall'Oceano Antartico, la più grande fonte di risorse biologiche del pianeta. È ricco di pesci e krill - crostacei planctonici, che prosperano molto meglio nelle acque fredde piuttosto che in quelle calde. Nel centro dell'Antartide la temperatura non aumenta mai al di sopra di meno 20 gradi Celsius, di solito si aggira attorno ai 50-60 sotto zero. Il record venne registrato nel 1983 presso la stazione polare sovietica Vostok - meno 89.2 gradi.

"In tali condizioni, la neve che cade non si scioglie mai. Ero lì alla fine di agosto. La temperatura era intorno ai -60° C, il cielo assolutamente limpido, non una nuvola, niente vento e cristalli di ghiaccio che cadevano direttamente dall'aria pulita. E’ così da centinaia, milioni di anni. Ininterrottamente. Il ghiaccio cresce, gradualmente drena verso il mare, gli iceberg si staccando e l’equilibrio della massa del ghiacci si mantiene da sé”, spiega l’accademico che prosegue introducendo il tema dei cambiamenti climatici “Oggi il ghiaccio antartico viene misurato costantemente, anche dai satelliti. Si teme per l’Antartide occidentale, che pare stia perdendo massa più velocemente che guadagnarne”. Conclude poi con un invito a proseguire gli sforzi affinché le ricerche e l’impegno continui per salvaguardare la salute di questo incredibile habitat naturale che, per altro, contiene in sé circa il 90% di tutta l’acqua dolce del nostro pianeta ed è fondamentale per mantenerne gli equilibri.

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