23:56 25 Febbraio 2020
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Keplero è alla ricerca di pianeti lontani e spera un giorno di avvistare un alieno proveniente da un'altra stella. Per ora, si accontenta anche di mostrarci stelle nane vampire.

La missione Keplero della Nasa, lanciata allo scopo di scoprire nuovi esopianeti lontani nella speranza un giorno di ritrovare un pianeta dove vi sia vita, ha scoperto una cosa insolita che non fa esattamente parte della sua missione, ma che ne estende la portata.

Mentre puntava i suoi strumenti alla ricerca di pianeti lontani, ha scorto una nana bianca e una nana bruna nella loro danza spaziale. Ma ciò che ha attirato l’attenzione degli scienziati, è il fatto che la nana bianca, grande quanto la Terra ma della stessa densità del nostro Sole, sta lentamente risucchiando a sé tutta la linfa vitale della nana bruna.

Ciò sta avvenendo perché la nana bruna, grande all’incirca tra le 10 e le 80 masse di Giove, è troppo debole e troppo vicina alla nana bianca vampira. La nana bruna, infatti, è a soli 400mila chilometri di distanza dalla nana bianca (la stessa distanza Terra Luna!) e gli gira intorno in soli 83 minuti.

Pazzesco pensare che la nana bruna, troppo piccola per innescare la fusione nucleare e troppo vicina alla stella vampira, sia stata condannata dall’Universo a un lento e inesorabile destino, essere assimilata alla nana bianca che intorno a sé ha come un disco di materia alimentato appunto dal materiale succhiato alla compagna.

L’esplosione spaziale scoperta per caso

Il sistema stellare ha attirato l’attenzione degli scienziati che vagliavano i dati raccolti da Keplero, perché il sistema ha brillato per quasi una intera giornata di un fattore di 1600 volte rispetto alla normale luce emessa dal sistema.

Keplero, infatti, raccoglie dati ogni 30 minuti e questo ha permesso agli scienziati sulla Terra di ricostruire a posteriore l’intera sequenza.

Il mistero dell’avvio lento

Gli scienziati che hanno scoperto fortuitamente l’evento cosmico, affermano che l’improvvisa luminosità di questi eventi è nota, ma non è nota la causa del lento avvio che precede il fenomeno: come piccoli bagliori in aumento.

La teoria fisica sull’accrescimento del disco, infatti, non predice questo fenomeno lento, che è stato già visto in altri due casi di super esplosioni di una nova nana.

Cosa dice la teoria sull’accrescimento

Secondo la teoria, esiste un punto di non ritorno nella fase di accrescimento che innesca una super esplosione. Nella fase di accumulo del materiale, la nana accumula materiale fino a quando il bordo esterno sperimenta una “risonanza gravitazionale” con la nana bruna in orbita intorno alla nana bianca posta al centro del sistema nano.

Tale risonanza gravitazionale innesca una instabilità termica, con conseguente surriscaldamento del disco. Le osservazioni, infatti, mostrano che la temperatura del disco sale da circa 2.700 a 5.300 °C dello stato normale a 9.700 – 11.700 gradi Celsius della fase esplosiva.

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Tags:
esopianeti, NASA
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