11:23 08 Agosto 2020
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Il pilota dell'elicottero su cui viaggiava Kobe Bryant, la figlia Gianna 'Mambacita' e lo staff dell'atleta, era stato avvisato che volava troppo basso. La scatola nera dirà di più.

Emergono i primi dettagli sullo schianto dell’elicottero che ha ucciso la superstar del basket Kobe Bryant. Secondo i risultati delle prime indagini, un controllore del traffico aereo aveva detto al pilota che stava volando “troppo basso” poco prima che avvenisse l’incidente.

L’informazione data dal controllore non era una imposizione ma un avviso che se proseguiva così, i radar non potevano più rintracciare il velivolo, e di conseguenza la torre di controllo di Burbank non poteva guidare il pilota attraverso la fitta nebbia in cui l’elicottero stava volando.

I residenti di Calabasas dove l’elicottero è caduto, hanno riferito ai media di aver sentito un elicottero che volava molto basso. “Ero seduto sul mio divano quando l’ho sentito passare sopra il nostro tetto. Ho pensato tra me e me: ‘Wow, stanno volando molto bassi oggi’. Dev’essere stato a circa 100 piedi sopra il nostro tetto dal modo in cui tremava la casa. Non riuscivo a capire perché un elicottero volasse così in basso”, ha detto Matt Graham, residente di Calabasas al quotidiano People.

Il dipartimento di polizia di Los Angeles ha dichiarato che tutti i loro voli erano stati fermati poiché le condizioni meteo non soddisfacevano “il loro standard di volo”.

Kurt Deetz, ex pilota, che ha pilotato anche per Kobe Bryant a bordo dello stesso elicottero, ha detto che le condizioni meteorologiche sono probabilmente la causa primaria, più di un guasto meccanico. Deetz ha dichiarato che l’elicottero Sikorsky s-76B era in condizioni ottimali ed era soggetto a “un ottimo programma di manutenzione”.

“La probabilità di un catastrofico guasto del doppio motore su quell’aeromobile è semplicemente improbabile”, ha concluso.

Gli investigatori riferiscono che l’elicottero era dotato di scatola nera, e che probabilmente farà luce su quanto accaduto domenica mattina. Secondo i primi dati di volo, il pilota si sarebbe messo nei guai quando l’elicottero era sopra lo zoo di Los Angeles, dove ha girato in cerchio per 15 minuti. Il pilota ha contattato l’aeroporto di Burbank quando si è diretto verso un’area montuosa, ma alcuni minuti dopo l’elicottero ha colpito la collina a 1700 piedi. Tutti e nove i passeggeri, tra cui Kobe Bryant e la figlia di 13 anni Gianna, sono morti nell’incidente.

Gianna Mambacita

La leggenda del basket stava dirigendosi alla Mamba Sports Academy, fondata da Bryant, per un torneo che coinvolgeva sua figlia e i suoi compagni di squadra.

I fan di Bryant hanno condiviso un video commovente che mostra l’atleta mentre allena sua figlia il giorno prima della tragedia. Gianna, che Kobe chiamava Gianna Mambacita (la piccola Mamba) perché in campo era stata soprannominata Black Mamba, voleva seguire le orme di suo padre e diventare una giocatrice professionista.

In una intervista del 2018 con Jimmy Kimmel, conduttrice di programmi notturni, Bryant aveva rivelato come i fan che si avvicinavano a lui lo incoraggiassero ad avere un figlio, in modo che la superstar del basket potesse lasciare qualcuno che avrebbe continuato la tradizione. La risposta di sua figlia è stata: 'Ci penso io'. 

​Kobe Bryant lascia sua moglie Vanessa e altri tre figli, Natalia, Bianca e Capri, nata la scorsa estate.

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