00:12 25 Settembre 2020
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Il presidente americano ha risposto negativamente all'invito del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif di rimuovere le misure restrittive in ambito economico.

Con un secco "no, grazie" in farsi il presidente americano Donald Trump ha risposto al ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, che nelle scorse ore aveva consigliato all'amministrazione americana di rimuovere le sanzioni imposte a Teheran come atto di apertura in vista di possibili negoziati in futuro.

"Il ministro degli Esteri iraniano afferma che l'Iran è pronto a negoziare con gli Stati Uniti, ma vuole che le sanzioni vengano rimosse. No grazie!", si legge sull'account twitter del tycoon.

Non si è fatta attendere la controreplica del titolare degli Esteri della Repubblica Islamica, Mohammad Javad Zarif, che su Twitter ha consigliato a Trump di basare "la sua politica estera e le sue decisioni sui fatti e non sui titoli di Fox News e sui 'traduttori' di Farsi". 

In un'intervista di ieri alla rivista tedesca Der Spiegel, Zarif aveva ribadito la posizione di Teheran, spiegando che un accordo con Washington potrà essere trovato soltanto qualora gli USA decideranno di eliminare le sanzioni anti-iraniane.

Nel corso dello stesso intervento, Zarif ha inoltre reso noto che il militare responsabile dell'abbattimento dell'aereo ucraino, avvenuto lo scorso 8 gennaio, è già stato assicurato alla giustizia e si trova ora in carcere.

Le relazioni Iran-USA

I rapporti bilaterali tra USA e Iran si sono ulteriormente deteriorati dopo l'assassinio del generale Qasem Soleimani, avvenuto ad inizio mese.

Oltre a reagire con dei raid missilistici che hanno interessato tre basi americane in Iraq, la Repubblica islamica ha annunciato il proprio disimpegno dal Trattato sul nucleare di Vienna, siglato nel 2015, dal quale gli Stati Uniti erano peraltro usciti unilateralmente già nel maggio 2018.

L'Iran accusa gli Stati Uniti di fomentare l'instabilità in Medio Oriente e chiede il totale ritiro del contingente militare di Washington dalla regione, oltre all'annullamento delle sanzioni economiche contro il proprio Paese.

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