00:37 06 Maggio 2021
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Le Nazioni Unite hanno denunciato l'arrivo di numerosi voli cargo carichi di uomini, armi e mezzi nel Paese nordafricano.

La UNSMIL, la missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia, ha espresso preoccupazione per le continue violazioni dell'embargo militare nel Paese nordafricano. 

"La Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia è molto rammaricata di dover constatare continue e spudorate violazioni dell'embargo bellico in Libia, a dispetto degli impegni presi a tal riguardo dai Paesi interessati durante la Conferenza internazionale sulla Libia, tenutasi a Berlino il 19 gennaio 2020", si legge nel comunicato ufficiale della UNSMIL.

E' stato poi sottolineato come la tregua, siglata dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l'Esercito Nazionale libico (LNA) il 12 gennaio, sia messa a repentaglio dal trasferimento di foreign fighters e armi, anche da Paesi che hanno partecipato al summit berlinese.

"Negli ultimi dieci giorni, un gran numero di voli cargo contenenti armi, veicoli, advisor militari e combattenti sono stati visti atterrare negli aeroporti libici nella parte orientale e occidentale del Paese, la Missione condanna tali violazioni che rischiano di far piombare il Paese in un rinnovato clima di guerra", aggiungono dalle Nazioni Unite.

La conferenza di Berlino

I partecipanti alla conferenza di Berlino, tra cui Russia, Turchia, Egitto, Stati Uniti, Unione europea e Unione africana, hanno esortato le nazioni Unite ad operarsi per facilitare un cessate il fuoco tra le parti in conflitto in Libia, invitando il Consiglio di Sicurezza a imporre sanzioni contro coloro che avessero violato il cessate il fuoco.

Venerdì scorso la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha sottolineato come il livello della tensione in Libia sia calato in seguito ai colloqui tenutisi a Mosca tra il leader dell'LNA, Khalifa Haftar, e quello del GNA, Fayez al-Sarraj.

La situazione in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio di Muammar Gheddafi, avvenuti nel 2011, la Libia è piombata nel caos politico e nella guerra civile.

Oggi lo stato nordafricano è sostanzialmente spaccato in due: il parlamento eletto del Paese, ad Est, supportato dal maresciallo Haftar, e il governo riconosciuto dall'Onu di Sarraj.

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