07:13 10 Aprile 2020
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L'opinione pubblica americana sembra essere spaccata sulla legittimità dell'operazione ordita da Trump per eliminare il generale Soleimani.

Secondo un recente sondaggio condotto dalla rivista Business Insider, un americano su quattro ritene che l'attuale presidente Donald Trump dovrebbe essere messo sotto inchiesta per aver ordinato l'assassinio del generale della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Qasem Soleimani.

"L'Iran ha annunciato di voler accusare il presidente Donald Trump di crimini di guerra presso il Tribunale internazionale dell'Aia per l'assassinio del generale Qasem Soleimani. Sei o non sei d'accordo con tali accuse?", è la domanda posta dalla rivista.

Ebbene, un numero piuttosto alto di intervistati, il 27,4%, si è detto favorevole all'ipotesi di un processo internazionale all'Aia per l'operazione a cui Trump ha dato il proprio assenso, a fronte di un 35,6% di contrari.

Il 24,8% dei rispondenti ha invece dichiarato di non essere "né favorevole né contrario" ad un tale scenario, mentre il 12,2% ha risposto "non so".

Il sondaggio arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni del portavoce del ministero della Giustizia iraniano, Gholamhossein Esmaeili, il quale aveva promesso che l'Iran avrebbe presentato domanda per far aprire dei fascicoli d'inchiesta a carico di Trump in Iran, Iraq e all'Aia per l'operazione che ha portato alla morte del comandante dei Quds.

Recentemente un sondaggio condotto in Italia ha mostrato come grossomodo la metà dei nostri connazionali sia convinta che Trump abbia sbagliato, organizzando l'omicidio di Soleimani.

L'assassinio di Soleimani

Lo scorso 3 gennaio il generale Soleimani è stato ucciso in seguito ad un'operazione segreta degli Stati Uniti mentre si trovava in missione diplomatica a Baghdad.

Tale atto ha lasciato sgomenta una parte dell'opinione pubblica internazionale, scatenando la rabbia della Repubblica Islamica iraniana, la quale ha risposto lanciando dei raid missilistici contro tre basi americane in Iraq.

La governance iraniana ed in particolare l'Ayatollah Khamenei, ha definito l'atteggiamento di Washington uno spregevole atto di vigliaccheria.