23:32 19 Febbraio 2020
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Il 5° Forum sull'Olocausto in Israele (14)
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Il giorno prima, durante il suo discorso al Forum sull'Olocausto di Gerusalemme, il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, parlando di Auschwitz, ha scelto di non menzionare il fatto che il campo fu liberato dall'esercito sovietico. Si è limitato a parlare di alcuni soldati.

Secondo quanto detto da Pence, “quando i Soldati aprirono i cancelli del campo di concentramento il 27 gennaio 1945 trovarono” settemila prigionieri, e archivi che documentavano il più grande omicidio di massa della storia.

Tutti sono a conoscenza del ruolo dell’Armata Rossa

“Se il ruolo dell'Armata Rossa nella liberazione di Auschwitz viene messo a tacere, il passo successivo è la negazione del ruolo dell'Armata Rossa, un tentativo di formulare una versione della storia che sarebbe politicamente conveniente agli Stati Uniti e ai loro attuali alleati”, ha detto a Sputnik il direttore della fondazione “La memoria storica” russa Alexander Dyukov.

“Il campo di concentramento è stato liberato dall'Armata Rossa, lo sanno tutti", ha detto in un'intervista con Sputnik il Professor Stefan Niesiołowski, ex deputato del Sejm di diverse legislature.

“Non capisco perché Pence si vergognasse di dirlo. Proprio come gli americani liberarono i campi di concentramento nella Germania occidentale, i soldati sovietici liberarono i campi di concentramento nell'Est. È ovvio. Maidanek, Auschwitz e la maggior parte dei campi di concentramento nei territori occupati dai tedeschi a Est furono liberati dall'Armata Rossa".

Commentando le dichiarazioni di Pence a Gerusalemme, lo storico Alexander Dyukov ha richiamato l’attenzione sul fatto che i testi di questi discorsi, ad eventi che possiedono uno status internazionale con la partecipazione di delegazioni di più di 40 nazioni, vengono verificati attentamente.

“Non ci sono parole a caso in quel tipo di discorsi. Mike Pence non ha voluto dire che Auschwitz fu liberata dai soldati dell’Armata Rossa. Questo argomento al momento non è conveniente agli Stati Uniti, e, come al solito, quando la verità non risulta essere conveniente, cercano di nasconderla”, afferma lo storico.

Soldati americani – eroi per Mosca

Allo stesso tempo, l’interlocutore di Sputnik non trova strano che il vicepresidente degli Usa abbia menzionato “tutte le truppe di alleati, compresi circa 2 milioni di soldati americani […] che hanno rischiato le loro vite per salvare gli altri”.

Pence ha anche aggiunto: “Loro sono un esempio, e dovremmo ricordarcelo”.

“Pence non si è dimenticato di menzionare la partecipazione dei soldati americani nella liberazione di altri campi di concentramento. Ovviamente, possiamo enfatizzare l’importanza della contribuzione dei soldati americani alla vittoria sul nazismo. Queste persone sono eroi non solo per gli americani, ma anche per noi, erano nostri alleati”, ha detto Dyukov.

E coinvolgimento della Polonia nello smembramento della Cecoslovacchia?

Non sembra vedere niente di strano nel fatto che, nonostante le aspettative dell’élite polacca, a Gerusalemme il presidente russo Vladimir Putin non sia tornato su un tale argomento storico doloroso per i polacchi.

“L’evento era dedicato alla memoria delle vittime dell’Olocausto, aveva un carattere commemorativo e non era una piattaforma aperta per discutere sulla storia”, spiega Alexander Dyukov.

Tuttavia, presuppone lo storico, il nervosismo dal lato polacco non era casuale.

“Avevano un punto di silenzio. Avevano paura che si iniziasse a parlare di loro. In Polonia anche loro stanno cercando di mostrare una versione "troncata" della storia, in cui si parlerà solo delle pagine eroiche del Paese. È più facile rimanere indignati del patto Molotov-Ribbentrop e le conseguenze dell’adesione di Kresy Wschodnie all’Unione sovietica. È più scomodo invece parlare della complicità con i nazisti nella spartizione della Cecoslovacchia. Anche per noi russi, l’argomento del patto Molotov-Ribbentrop non è così piacevole, ma noi ne parliamo. L’anno scorso, l’Agenzia archivistica federale russa ha tenuto un‘esposizione speciale mostrando i documenti relativi al patto Molotov-Ribbentrop, compreso il protocollo segreto. Possiamo aspettarci che si tenga una tale esposizione in Polonia in un prossimo futuro, un’esposizione che metterà in mostra oggettivamente il ruolo del Paese nello smembramento della Cecoslovacchia?”, ha dubitato Dyukov.

Il male peggiore poteva essere evitato

Secondo l’opinione dell’esperto, non c’è da sorprendersi che la Russia abbia recentemente insistito sul ricordare al mondo la verità storica.

“Attualmente contro la Russia è in corso una campagna per la sua demonizzazione. Sfortunatamente, tra le file c’è anche la Polonia. Gli iniziatori di un'oltraggiosa risoluzione del Parlamento Europeo, la quale equivale alla responsabilità dell'Unione Sovietica e della Germania nazista per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, sono tra gli altri i politici polacchi”, ha detto l’interlocutore di Sputnik.

A suo parere, tali azioni non vanno a beneficio delle relazioni tra Russia e Polonia, anche se entrambi i paesi hanno molto in comune.

“Qualunque cosa sia accaduta nel 1938, nel 1939, sia in Polonia che in Unione Sovietica, la cosa importante è che si sono trovati dal solito lato nella lotta contro il nazismo, il male più terribile nella storia europea del XX secolo", conclude Alexander Dyukov.

di Anna Sanina

Tema:
Il 5° Forum sull'Olocausto in Israele (14)
Tags:
Armata Rossa, USA, Russia, Mike Pence
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