18:53 15 Luglio 2020
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L'ex premier italiano è intervenuto a tutto tondo sulle questioni legate alla crisi libica e alle tensioni tra USA e Iran.

La situazione odierna e gli eventi verificatisi negli ultimi tempi in Libia devono essere presi ad esempio per il futuro, al fine di evitare l'insorgere di conflitti di questo genere.

A sostenerlo è il Commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni, intervistato dal quotidiano La Stampa a margine del Forum economico internazionale di Davos, in Svizzera:

"È un esempio per il futuro. Ora dobbiamo usare la nostra politica estera per sostenere una soluzione intra-libica, promossa anzitutto dall’Onu. È vero che la conferenza di Berlino è stata molto positiva, grazie al lavoro instancabile della cancelliera Merkel e della diplomazia tedesca. Ma è anche vero che si è occupata della cornice e non del quadro interno, dal quale dipende la stabilizzazione della regione. Onu e Europa dunque. Con l’Italia che deve avere un ruolo cruciale".

Per quanto riguarda gli strumenti da adottare per l'UE al fine di far fronte alla situazione libica, l'ex premier ha parlato della "dimensione di difesa", che potrebbe essere messa in moto "rimettendo in mare la missione navale Sophia":

"Basta una conoscenza superficiale della vicenda libica per sapere che non è mai stata una missione di ricerca e salvataggio. Non è un fattore di attrazione per i migranti. Oggi è la fragile situazione in Libia che profila il rischio di nuovi flussi. Penso che Sophia sarebbe molto utile per ridare voce all’Unione in una regione che è ai nostri confini".

PACG minato dagli USA

Gentiloni si è poi soffermato sulla necessità, in Europa, di adottare una "politica estera comune", sottolineando che "nel patto (di Vienna sul nucleare, ndr) con l'Iran, all'Europa non è mancata la politica estera" quanto piuttosto sia stata "l'uscita degli Stati Uniti a minare la nostra possibilità di continuare nell'accordo".

La speranza del Commissario europeo è che si possa arrivare ad una mediazione tra Iran e USA che possa ricomporre la frattura tra questi due Paesi in cui l'UE possa essere protagonista, sebbene ci sia bisogno di tempo e del verificarsi di determinate condizioni:

"Sì. Qualche passo è stato tentato con l’invito di Zarif a Bruxelles. È una via che ha bisogno di più tempo e di un raffreddamento del clima. Fermo restando che noi non possiamo accettare che l’accordo sul nucleare venga considerato carta straccia a Teheran"
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