23:26 06 Aprile 2020
Mondo
URL abbreviato
225
Seguici su

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha annunciato ieri che il Pentagono sarebbe intenzionato a rivoluzionare il posizionamento delle truppe statunitensi su tutti gli scacchieri del globo al fine di rifocalizzare l’attenzione sulle nuove sfide che attendo gli USA. Cosa intendeva dire esattamente?

Esper ha affermato di non voler stabilire una linea temporale precisa per il completamento di questa cosiddetta "revisione a livello di difesa", che dovrebbe innescare quei movimenti di truppe descritti come “riposizionamento globale”, né ha specificato bene quali siano i nuovi obiettivi.

"Se dovessi fissare una data di fine operazioni (riposizionamento) direi che vorrei assicurarmi sia entro la fine del prossimo anno fiscale”, ha detto il Segretario alla Difesa riferendosi alla data del 1.mo ottobre, a partire dalla quale si calcolano gli anni di competenza della finanza pubblica negli USA. “Quindi vorrei spostarmi piuttosto rapidamente”, ha concluso.

Esper ha formulato queste considerazioni durante un viaggio a Miami dove era andato a discutere delle missioni in America Latina, che gli esperti in materia sospettano già potrebbero finire nel gioco di riposizionamento a favore di maggiori schieramenti in Asia.

Molti esperti sostengono infatti che lo sforzo fosse da tempo atteso, dati i progressi militari della Cina negli ultimi due decenni e l’eterno antagonismo con la Russia. Al contrario le operazioni in Iraq, Afghanistan e Siria potrebbero aver fatto il loro tempo.

Tuttavia, in un momento di forte tensione con l'Iran non è chiaro quanto ci si possa aspettare un grande cambiamento, considerando anche che questo è un anno elettorale importante negli USA.

I progetti di riposizionamento vengono seguiti da vicino e con preoccupazione dai sostenitori dell'impegno militare degli Stati Uniti in America Latina e Africa, due delle regioni tipicamente più critiche per le forze armate statunitensi.

L’annuncio ha infatti innescato automaticamente aspettative di riduzione di truppe statunitensi anche in Africa occidentale, dove però molti funzionari statunitensi sono preoccupati per la crescente forza dei militanti islamisti. A tutt’oggi però non risultano ancora prese decisioni ufficiali.

Esper ha cercato di alleviare qualsiasi preoccupazione ieri, giovedì 23, mentre visitava il quartier generale del comando meridionale di Miami.

“Tutti presumono sempre che quando parliamo di revisione si intenda riduzione. Non necessariamente", ha detto, aggiungendo: "Questa è una delle nozioni che ho cercato di dissipare ... il dimensionamento corretto potrebbe significare anche l'aggiunta di forze in una regione, se ne abbiamo bisogno".

Mentre la Difesa statunitense vorrebbe affrontare la Cina in modo più aggressivo, sostiene l’esperto Phil Stewart sulla Reuters, il Comando Meridionale preferirebbe piuttosto che al centro degli sforzi fosse messa l’America Latina.

E’ quindi verosimile che nel 2020 assisteremo ad un riposizionamento delle truppe americane su tutto il pianeta, con ogni probabilità in direzione continente euroasiatico e in ruolo di contenimento anti Cina e Russia. Rimane tuttavia poco chiara quanto grande potrà essere la portata dei movimenti, i tempi e le coordinate esatte delle mosse che verranno effettuate.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook