02:05 02 Giugno 2020
Mondo
URL abbreviato
3450
Seguici su

A porsi questa domanda retorica è la rivista americana National Interest in un articolo firmato dallo specialista di tecnica militare Michael Peck.

Più che darsi una risposta l’articolo serve a recensire le capacità dei ‘vecchi’ missili supersonici russi anti-nave che sembrano ancora più che sufficienti a creare seri imbarazzi a qualsiasi marina potenzialmente antagonista.

“Nonostante tutto il clamore per le nuove armi ipersoniche che sarebbero capaci di cambiare le regole del gioco”, scrive l’autore “le armi supersoniche più vecchie e lente sono ancora una minaccia più che sufficiente per le navi di superficie”.

Il riferimento è al nuovissimo missile ipersonico Zircon che sarebbe capace di viaggiare a velocità superiori ai Mach 5 (5 volte la velocità del suono, cioè oltre 6mila km/h) e al missile anti-nave supersonico P-800 Onyx che, intende Michael Peck, era già più che temuto dalla marina militare NATO e che ora, dopo il recente aggiornamento annunciato dalla marina russa, sarà ancora più micidiale.

Il nuovo Onyx-M avrà infatti un’autonomia di 800 chilometri, 200 in più della versione attuale, e sarà dotato di un sistema di guida e crociera più avanzato. I soli Mach 2,5 a cui può viaggiare, sembrano poca cosa rispetto allo Zircon che dicono possa arrivare addirittura ad una velocità massima di Mach 8, ma, sostiene l’autore della recensione, più che sufficienti per sfidare le difese antimissile a bordo della navi da guerra occidentali.

​Secondo l'Ufficio degli studi militari stranieri dell'esercito americano la pericolosità di questo missile consisterebbe non tanto nella velocità quanto nel sistema di crociera. Una delle caratteristiche più interessanti del missile Onyx è, a detta degli stessi specialisti americani, il suo sistema di guida che presumiamo possa funzionare coordinandosi con altri missili e classificare gli obiettivi in ​​base alla loro importanza, quindi selezionare uno schema di attacco appropriato.

Dopo la distruzione del bersaglio primario, i missili rimanenti attaccano altre navi, in modo che alcun bersaglio venga colpito con inutile ridondanza. Durante la crociera l’Onyx può spegnere il radar e scendere a bassa quota (da 5 a 10 metri), così da eludere il livello operativo della maggior parte dei radar di difesa aerea. Una volta che il missile emerge da sotto l'orizzonte radio, il radar viene riattivato e si fissa nuovamente sul bersaglio. Questa caratteristica, in combinazione con la velocità dell’Onyx, che pur non paragonabile a quello dello Zircon non è trascurabile, complica notevolmente la difesa aerea avversaria e le contromisure di guerra elettronica .

Altra caratteristica interessante di quest’arma è che può essere lanciata sia da navi, che da difese a terra mobili che addirittura da sottomarini. L'esercito russo ha recentemente promosso anche una nuova tattica di risposta terra-mare che prevede l’utilizzo delle corvette di classe Bykov come sensori galleggianti per rilevare la nave nemica e la difesa costiera intervenire con gli Onyx. I lanciatori mobili a terra potranno scegliersi la posizione di fuoco migliore a terra sulla base dei dati di targeting forniti dalle corvette che potranno invece rimanere immobili e lanciare le scariche di missili. Una volta che i missili si avvicineranno al bersaglio poi, i comandi potranno passare alle corvette.

Ciò riflette il crescente coordinamento tra i vari reparti dell'esercito russo nel collegare piattaforme di ricognizione e armi a lungo raggio, fa notare Peck, che tiene a sottolineare come la marina russa, che già ha in dotazione un’arma micidiale come l’Onyx, stia già pensando allo Zircon.
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook