10:30 03 Aprile 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Nel 2015, un team di scienziati statunitensi e cinesi si era recato in Tibet per raccogliere campioni del più antico ghiaccio glaciale della Terra. All'inizio di questo mese, hanno pubblicato un articolo sul server di biologia bioRxiv dove hanno descritto in dettaglio i risultati della analisi di quel ghiaccio. Non sono mancate le sorprese.

Stando ai risultati preliminari di questa ricerca quel ghiaccio di 15mila anni fa avrebbe conservato tracce di 33 gruppi di virus, dei quali ben 28 erano finora ignoti alla scienza.

La ricerca è ancora in fase di prestampa anche se è già apparsa su tutte le principali riviste scientifiche online, per questo non si hanno conferme e controanalisi per valutarne l’importanza e la validità di metodo ma gli autori affermano di aver osservato tutti i protocolli di laboratorio.

Il metodo di ricerca nel ghiaccio

Il team ha perforato il ghiaccio del ghiacciaio Guliya dell’altopiano tibetano andando fino a 50 metri di profondità per estrarre dei carotaggi che hanno subito un protocollo di decontaminazione triplo. Studiare antichi microbi glaciali è estremamente impegnativo poiché è altissimo il rischio di contaminazione con i microbi moderni che potrebbero alterare tutti i risultati.

Dato per scontato che i campioni del 2015, per quanto ben conservati, fossero stati per forza già contaminati nella parte esterna durante estrazione, manipolazioni e trasporto, gli scienziati hanno lavorato con la sola parte interna dei carotaggi trattata in una cella frigo a – 5°C e un sistema di sterilizzazione ultra moderno. L’analisi dei campioni interni incontaminato ha appunto rilevato la presenza di questa straordinaria quantità di virus, alcuni dei quali avrebbero caratteristiche del tutto differenti rispetto ai virus moderni.

Pericoli e opportunità

La presenza di questi virus ignoti all’uomo moderno e per i quali questi sarebbe molto probabilmente privo di anticorpi, rappresenta un potenziale pericolo affermano i ricercatori, in questa epoca di riscaldamento globale. Nel caso queste calotte ghiacciate dovessero sciogliersi fino al punto da rilasciare questi antichi contaminanti l’uomo si troverebbe esposto a virulenze contro le quali avrebbe da millenni perso capacità di difesa.

Dall’altra parte l’opportunità di studiare questi antichi genomi è di fondamentale importanza per i biologi perché permette di migliorare le conoscenze della storia biologica del nostro pianeta nonché capire meglio i pericoli del micromondo che minacciano l’uomo ma, sopratutto, possono permettere di trovare risposte ai virus moderni studiando quelli del passato.
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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