03:22 05 Aprile 2020
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Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (48)
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In occasione dell’incontro con l’omologo israeliano Reuven Rivlin, Putin ha voluto mettere in guardia dai rischi di antisemitismo e xenofobia e ha voluto rimarcare la necessità di impedire il revisionismo storico, sia nei confronti dell’olocausto che del ruolo dell’Unione Sovieta nella Seconda Guerra Mondiale.

L'antisemitismo termina con la gente nei "lagher" (campi) e bisogna stare molto attenti a non lasciare che ciò accada di nuovo, questo il punto dello scambio di battute tra il Presidente della Federazione russa e il suo omologo israeliano:

"Hai appena detto che non si sa dove si vada a finire con l'antisemitismo. Sfortunatamente invece si sa, si va a finire con Auschwitz. Pertanto, dobbiamo stare molto attenti a non permettere nulla di simile in futuro e a resistere a qualsiasi manifestazione di xenofobia e antisemitismo, ovunque accada e da chiunque provenga", ha detto Vladimir Putin a Reuven Rivlin.

​L’Olocausto per altro, ha ricordato il Presidente russo, è stato una tragedia immane non solo per Israele:

"Per quanto riguarda l'Olocausto, il 40% degli ebrei uccisi e torturati erano ebrei dell'Unione Sovietica".

E’ poi tornato su un tema che gli è molto a cuore negli ultimi tempi in cui da più parti si stanno tentando forme di revisionismo storico che vorrebbero degradare il ruolo dell’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale se non addirittura equipararlo a quello del Terzo Reicht nazista, puntando l’attenzione sul fatto che fu l’Armata Rossa a liberare Auschwitz e a dare un contributo decisivo alla lotta contro il nazismo. Pagato per altro a caro prezzo:

“Il popolo sovietico, il popolo russo, soffrì molto durante quella guerra”, ha detto Putin.
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