09:09 04 Luglio 2020
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L'Agenzia mondiale antidoping (Wada) ha temporaneamente sospeso le attività del laboratorio antidoping della capitale russa.

Ora il laboratorio russo non può eseguire nessuna attività sull'analisi dei campioni di sangue legati al programma di passaporto biologico dell'atleta. La decisione della Wada rimarrà in vigore in attesa del procedimento disciplinare.

Per il direttore dell'agenzia russa antidoping Rusada Yury Ganus la sospensione da parte dell'agenzia mondiale è una decisione prevedibile.

"Il laboratorio antidoping di Mosca è stato trasferito all'Università Statale di Mosca, tutto in effetti è nel vecchio edificio. Sfortunatamente, all'inizio abbiamo avuto problemi con i test fisici e successivamente con il database elettronico", ha detto a Sputnik.

Secondo Ganus, oggi la Wada ha rifiutato di accettare i campioni di Rusada.

"Ora portiamo i campioni nei laboratori stranieri con cui abbiamo già lavorato. Sono a Colonia (Germania), Gand (Belgio), tra le altre cose è possibile Stoccolma (Svezia), guardiamo la Polonia, anche Roma è possibile. Le spese aumentano", ha detto Ganus.

Ha aggiunto che l'agenzia prevede di non superare il budget esistente.

La sentenza Wada

Lo scorso 9 di dicembre la Wada, l'Agenzia anti-doping internazionale ha votato all'unanimità per l'esclusione degli atleti russi da tutti i maggiori eventi sportivi: gli atleti puliti, se vorranno partecipare, saranno costretti a farlo sotto bandiera neutrale.

La decisione è stata motivata dal fatto che la Russia avrebbe tentato di coprire i risultati positivi ai test dei propri atleti.

L'assemblea generale dei membri della Rusada ha accettato le raccomandazioni del consiglio di sorveglianza dell'agenzia di non concordare la decisione del comitato esecutivo della Wada. L'agenzia mondiale antidoping, dopo essere stata informata dalla Rusada in merito al suo disaccordo con la decisione del comitato esecutivo, si è rivolta al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.

Tags:
Russia, Sport, doping, antidoping, WADA
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