05:04 23 Febbraio 2020
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Katerina Sakellaropoulou, già presidente del Consiglio di Stato, è stata eletta oggi Presidente della Grecia. Chi è? Quali le luci e le ombre della sua carriera?

Secondo la costituzione greca, il Presidente viene eletto dal Parlamento per un mandato di cinque anni su proposta del Primo Ministro. Le fazioni possono suggerire un loro candidato. Secondo uno schema in parte simile a quello della Repubblica Italiana, anche il Presidente greco ha poteri limitati contro un ben più marcato potere del Primo Ministro, ma ha importantissime responsabilità di rappresentanza.

Dopo il voto, il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis andrà dal Presidente attuale, ancora in carica fino al 13 marzo, Prokopis Pavlopoulos, per riferirgli il risultato dell’elezione.

Procedura elettorale

Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha proposto la Sakellaropoulou come Presidente, candidatura sostenuta dal partito di governo, Nuova Democrazia, ma anche da alcune frange dell’opposizione quali SYRIZA e KINAL (ex movimento PASOK). Le fazioni del Partito comunista greco, i partiti MEPA25 e il Movimento greco erano invece contrarie.

Secondo la procedura, è possibile votare a favore, astenersi o non partecipare affatto alla riunione. La votazione contro non è invece prevista. Il Presidente viene eletto in una sessione plenaria del Parlamento. In precedenza, la costituzione prevedeva lo scioglimento del Parlamento, se in tre turni di votazione alcun candidato riusciva a ottenere la maggioranza qualificata dei voti, successivamente, una modifica costituzionale ha escluso questa eventualità arrivando a prevedere ben cinque turni di votazione. Per essere eletto nel primo o nel secondo turno di votazioni, un candidato deve ottenere almeno 200 voti nel parlamento con 300 seggi, nel terzo - almeno 180. Al quarto turno il Presidente può essere eletto a maggioranza di 151 voti e nel quinto addirittura a maggioranza semplice.

Chi è Katerina Sakellaropoulou

Nata a Salonicco nel 1956, si è laureata presso la Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Atene nel 1978. Nel 1982, è stata nominata relatrice del Consiglio di Stato. Nel 1988 è stata promossa. Come parte del suo congedo di studio (1989-1990), ha frequentato una scuola di specializzazione in diritto costituzionale e amministrativo presso l'Università della Sorbona. Nel 2000 è diventata consulente, nel 2015 - vice presidente della corte. Il 17 ottobre 2018, è stata nominata presidente della corte del Consiglio di Stato, il tribunale amministrativo più importante in Grecia. La sua nomina a capo della corte fu proposta dall'allora coalizione al potere della sinistra SYRIZA di Alexis Tsipras.

Viene considerata una specialista ambientale dato che è stata relatrice di molte questioni importanti in quell’ambito, a partire dalla costruzione delle centrali idroelettriche sul fiume Aheloos.

La sua attività tuttavia è stata anche piuttosto criticata, come quando ha votato contro i progetti governativi nella Grecia occidentale, sostenendo piuttosto tutte le richieste delle organizzazioni ambientaliste più intransigenti. Allo stesso tempo ha però votato a favore dell’assegnazione di grandi aree per la discarica nella parte orientale della regione metropolitana dell’Attica nei pressi della città di Maratona e ha rifiutato di annullare l’assegnazione dei terreni alla società canadese di estrazione dell’oro nella penisola Calcidica nella Grecia nord-orientale.

© REUTERS / Vassilis Rebapis / Eurokinissi
Katerina Sakellaropoulou

Le critiche più severe sono quelle che le sono state riservate in occasione dello scandalo Lagarde, che fu un caso molto sentito dall’opinione pubblica in Grecia. La cosiddetta ‘Lista Lagarde’ conteneva i nomi di oltre 2mila ricchi correntisti greci nella filiale svizzera della HSBC Bank. Quanto quell’elenco venne consegnato alle autorità greche nel 2010 dall’allora Ministro delle Finanze francese, appunto Christine Lagarde, per aiutare le autorità greche a scoprire gli evasori fiscali, ‘misteriosamente’ i nomi dei parenti dei politici e alti funzionari statali scomparvero. La Sakellaropoulou suggerì in quell’occasione all’ex Ministro delle Finanze Yorgos Papakonstantina, che aveva rimosso i nomi di almeno tre parenti, di dichiararsi non colpevole.

La Sakellaropulu ha anche sostenuto l'abolizione della 13ma e 14ma ai dipendenti. I tagli agli stipendi hanno scatenato massicce proteste in Grecia. Ha inoltre appoggiato l'accordo di Prespan, in base al quale l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia è divenuta nota come Macedonia settentrionale. Molti greci si erano opposti a quell’accordo.

Nel dicembre 2019 infine, la Sakellaropula è stata accusata di svariate violazioni di legge e diritti umani per il caso della mancata estradizione del russo Alexander Vinnik.

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