23:06 05 Dicembre 2020
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Per il segretario generale della Nato i droni "Global Hawk" riescono a vedere in profondità quello che accade nel territorio russo.

I nuovi droni dell'Alleanza Atlantica "Global Hawk" sono capaci di monitorare quello che accade in Russia, ha dichiarato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al quotidiano norvegese Verdens Gang.

Secondo Stoltenberg, il velivolo senza pilota "Global Hawk" di fabbricazione statunitense regala alla NATO un vantaggio unico, dal momento che né la Russia né la Cina sono in possesso delle tecnologie alla base di questo drone.

"Gli Stati Uniti sono l'unico Paese in cui esiste qualcosa del genere", ha affermato Stoltenberg.

Complessivamente la Nato ha acquistato cinque nuovi droni statunitensi Global Hawk. Due esemplari sono impegnati in una fase di test nella base aerea di Sigonella, in Sicilia. Altri tre droni dello stesso modello arriveranno in Italia entro un anno. Secondo le previsioni, i Global Hawk entreranno nell'arsenale della Nato entro il 2022.

Stoltenberg ha notato che i droni sono in grado di volare per 30 ore senza effettuare rifornimento. Da una quota di 18mila metri i loro radar e sensori trasmettono immagini chiare su quello che avviene in superficie entro un raggio di 200 chilometri.

Secondo il segretario generale della NATO, Global Hawk è in grado di coprire la distanza tra la base militare siciliana e la Norvegia settentrionale in poche ore.

Sigonella e missioni di ricognizione di Usa e Nato a ridosso dei confini russi

Dalla base siciliana di Sigonella, immersa nel centro dell'area mediterranea, è possibile il controllo del confine orientale dell'Europa con la Russia, sino all'area mediorientale di Siria, Libano e Iran. 

Le missioni di sorvolo lungo il confine russo, sono iniziate almeno dal 2015, come segnalano i vari siti  trackchecker dei voli, Itamil Radar, Plane Radar, etc. Il primo volo di un drone Nato effettuato sulla Crimea, realizzato da un velivolo senza pilota partito da Sigonella, è stato registrato nell'aprile 2015. Da allora le missioni sporadiche su Sebastopoli, la zona a est di Odessa e il Mar Nero sono diventate sempre più frequenti

​Nelle missioni di ricognizione non sono coinvolti soltanto i droni, ma spesso vengono impiegati gli aerei P-8A Poseidon della flotta aerea militare USA ed altri tipi di velivolo.

Tags:
Difesa, Sicurezza, Spionaggio, drone, Russia, NATO, Jens Stoltenberg
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