20:27 25 Febbraio 2020
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Secondo il National Interest la nuova tensione geopolitica emersa negli ultimi anni tra Cina e USA sarà assimilabile a una seconda guerra fredda con dei connotati differenti.

Questa cosiddetta seconda guerra fredda, che secondo l’autore dell’articolo sul National Interest è già iniziata, ha come obiettivo finale, come nella prima guerra fredda, una vittoria “negativa”: non sconfiggere i cinesi, ma aspettare che collassino, come “è successo con i sovietici”.

La grande rivalità tra le due superpotenze va dal commercio, la tecnologia e il controllo militare dei mari fino a uno scontro ideologico. Secondo l’autore i paesi sono nel mezzo di una guerra cibernetica da anni. Come nella prima guerra fredda c’è una corsa agli armamenti, nonostante il fatto che entrambi non siano minimamente interessati a uno scontro reale.

Le differenze tra l’Unione Sovietica e la Cina

Per l’autore in questa guerra sarà di fondamentale importanza la differenza geografica tra i due paesi, con l’Unione Sovietica caratterizzata da scarsi accessi sui mari e la Cina con ben 15000 km di coste temperate: a detta sua, questo è un gran vantaggio per Pechino che permetterebbe a essa di essere sia una potenza di terra che di mare

Un altro fattore di vantaggio per la Cina è la differente posizione economica rispetto all’URSS: infatti l’Unione Sovietica nonostante l’alto livello di sviluppo tecnologico raggiunto nel settore aerospaziale e militare non è mai stata in grado produrre merci di consumo in sufficienti quantità o di qualità per poter essere esportate in Occidente, ed è sempre stata dipendente dalle esportazioni di petrolio (problema che la Russia di oggi sta cercando di ovviare con lo sviluppo di un piano industriale e di riduzione delle importazioni).

La Cina al contrario è la cosiddetta “fabbrica del mondo”, con un PIL di $27.31 trilioni è la seconda economia al mondo e ha un ruolo chiave nelle catene di approvvigionamento dei prodotti di elettronica più noti, come ad esempio l'iPhone della Apple, riporta il National Interest.

Annichilimento nucleare contro la dominazione del cyberspazio

Considerando che la guerra fredda del secolo scorso aveva prevalentemente come obiettivo finale l'ottenimento di un vantaggio nel gioco dell'annichilimento nucleare, questa guerra fredda riguarderà principalmente la dominazione informatica e del cyberspazio, che va dai prodotti di consumo alla guerra navale, poiché gli scontri navali del futuro avverranno con sistemi di combattimento intelligenti in grado di disabilitare quelli nemici per primi. 

Un'altra differenza cruciale è che la guerra fredda originale è avvenuta nell’apice dell’età industriale, mentre quella odierna sta avvenendo in un’era di globalizzazione post-industriale, la quale, perlomeno negli ultimi anni sta mostrando i suoi limiti con i movimenti disgregatrici e centrifughi in varie parti del mondo come ad esempio il fenomeno della Brexit nell’Unione Europea.

Dal punto di vista della politica invece, l’autore sostiene che c’è una grossa differenza in questa competizione tra Cina e Stati Uniti: infatti se durante la guerra fredda Richard Nixon e il Consigliere per la sicurezza nazionale Henry Kissinger riuscirono ad avvicinarsi alla Cina comunista in funzione anti-russa (nel 1969 Cina e Russia erano sull’orlo di un conflitto), oggi la Russia e la Cina sono alleate.

La Cina soccomberà “alle rivolte interne”

Quindi il National Interest conclude che l'obiettivo di questa guerra fredda non è sconfiggere i cinesi, ma aspettare che loro stessi “collassino” proprio come è stato fatto con i sovietici, giustificando questo punto di vista affermando che a un certo punto, la “classe media” della Cina “si sveglierà” e questo porterà allo scoppio di disordini interni simili a quelli di Hong Kong, America Latina e Medio Oriente.

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Tags:
geopolitica, The National Interest, Unione Sovietica
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