01:26 06 Giugno 2020
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Sabato di scontri a Beirut: la polizia ha usato le maniere forti per respingere i manifestanti. Ci sono feriti da entrambe le parti.

A Beirut la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni d’acqua per allontanare i manifestanti dall'edificio del Parlamento verso la Piazza dei Martiri. Tuttavia, gli scontri sono continuati per diverse ore a partire dal tardo pomeriggio di sabato.

La polizia ha coinvolto attrezzature speciali con installazioni automatiche per il lancio di granate con il gas lacrimogeno. I manifestanti, riorganizzandosi nella Piazza dei Martiri, hanno ricominciato a lanciare pietre e petardi contro la polizia. Nelle zone vicine al luogo degli scontri sono stati incendiati dei bidoni della spazzatura.

L'ufficio libanese della Croce Rossa riporta che il numero delle persone ferite durante gli scontri è in aumento. L’organizzazione ha impiegato quasi tutte le forze disponibili nella capitale del Paese.

"Al momento 40 persone sono state ricoverate in ospedali più vicini. A 65 cittadini è stata prestata l’assistenza medica sul posto", afferma l'organizzazione su Twitter.

Come riferisce un corrispondente di Sputnik, tra le persone ferite ci sono sia manifestanti, che agenti delle forze dell’ordine. Tra i manifestanti la maggior parte dei feriti è stata colpita da gas lacrimogeno, mentre nelle file della polizia si registrano ferite da taglio causate dalle pietre lanciate dai manifestanti.

Gli attivisti hanno organizzato una massiccia manifestazione in Piazza Nijmeh, di fronte al Parlamento, con lo slogan "Sabato di Ira". Colonne di manifestanti sono arrivate nel centro della capitale libanese da diverse città. Tuttavia, la manifestazione, che sarebbe dovuta essere pacifica, si è trasformata quasi immediatamente in disordini dopo che alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare i petardi contro la polizia.

La crisi in Libano

L’ondata di proteste in Libano è partita lo scorso 17 ottobre, quando il governo ha annunciato l’intenzione di introdurre nuove tasse, tra le quali anche un’imposta sull'utilizzo dell’applicazione di messaggistica WhatsApp e l'aumento delle accise su sigarette nazionali e importate. Dopo l’inizio delle manifestazioni il governo ha parzialmente ritirato le proposte di nuove tasse, ma questo non ha fermato il malcontento dei cittadini nei confronti del governo, incapace di dare una risposta sulle emergenze che affliggono il paese da alcuni anni a questa parte: occupazione, smaltimento irregolare dei rifiuti, afflusso di profughi dalla vicina Siria.

In seguito alle manifestazioni e le crescenti tensioni nel paese il premier Saad Hariri ha rassegnato le dimissioni. Il nuovo governo del Libano non è stato ancora formato. La situazione nel settore bancario del paese è peggiorata notevolmente ed ora il Libano rischia il collasso economico.

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