22:58 17 Febbraio 2020
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Coronavirus cinese - 2020 (156)
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Un equipe di esperti ha preso in esame i dati sui voli internazionali transitati per la città dove il virus si sarebbe originato, rivelando scenari piuttosto preoccupanti.

Il numero di persone infettate dal misterioso nuovo ceppo di coronavirus potrebbe essere "significativamente" maggiore rispetto a quello trapelato dai primi rapporti ufficiali delle autorità mediche di Pechino.

Stando ai dati ufficiali cinesi, la malattia avrebbe causato finora due decessi e la quantità di contagi registrati è pari a 39.

Secondo un gruppo di esperti del Centro globale per le malattie infettive di Londra, autori di uno studio sul tema, tuttavia, tale cifra potrebbe essere di gran lunga superiore, avvicinandosi alle 2000 unità. 

Gli studiosi, come riporta il portale britannico The Independent, avrebbero infatti stimato un numero di 1723 casi al 12 gennaio, che sarebbe tuttavia in rapido aumento con il passare delle ore e dei giorni.

Mentre l'allarme continua a crescere, con i primi due casi registrati anche in Giappone, le autorità cinesi hanno rivelato di aver identificato altri 4 soggetti che, potenzialmente, potrebbero essere affetti dalla nuova forma di polmonite e che sono stati pertanto posti sotto osservazione presso una struttura medica di Wuhan, la città nella quale sembrerebbe essersi originata l'epidemia.

Per la loro indagine, gli scienziati hanno analizzato i dati relativi ai voli internazionali transitati per l'aeroporto di Wuhan, rilevando che almeno tre persone avrebbero potuto 'esportare' il virus all'estero, dando origine ad un numero di contagi ancora maggiore.

"Sono molto più preoccupato rispetto ad una settimana fa. Rispetto a prima si dovrebbe considerare molto più seriamente la possibilità di una trasmissione tra gli esseri umani", ha rivelato il professor Neil Ferguson, uno dei membri dell'equipe londinese ai microfoni della BBC.

Il nuovo ceppo di coronavirus

Nel mese di dicembre a Wuhan, in Cina, ha fatto la sua comparsa un nuovo tipo di coronavirus, il quale secondo gli esperti sarebbe assimilabile alla SARS, la sindrome respiratoria acuta grave che si propagò nel Paese asiatico tra il 2002 e il 2003, con 8096 casi accertati.

Nei giorni scorsi è poi emersa la notizia delle prime due vittime del letale virus, due uomini di 61 e 69 anni rispettivamente, ai quali la malattia non ha lasciato scampo, con un rapido decorso della durata di circa due settimane.

 

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