08:05 10 Aprile 2020
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Per la guida suprema iraniana gli Stati Uniti non potranno mai riacquistare la propria reputazione dopo la vile uccisione del comandante dei Quds.

Questa mattina l'Ayatollah Ali Khamenei si è presentato davanti ad un mare di persone radunatesi a Teheran per la preghiera del venerdì, come non accadeva dal 2012, ed ha lanciato nuove accuse contro gli Stati Uniti per l'assassinio del generale della Guardia Rivoluzionaria Qasem Soleimani.

"L'omicidio di Qasem Soleimani è una vergogna per gli Stati Uniti. Non si sono scontrati con lui sul campo di battaglia, ma hanno invece agito come dei vigliacchi. Non riusciranno a recuperare la reputazione perduta", sono state le dure parole di Khamenei.

La guida suprema ha poi aggiunto che gli Stati Uniti hanno ucciso il comandante più "forte e influente" tra quelli che conducono la guerra al terrorismo:

Decine di milioni di persone in Iran e centinaia di migliaia in Iraq e in altri Paesi sono scesi in strada per rendere omaggio a Soleimani. E' stata la processione funebre più grande del mondo", ha aggiunto Khamenei, sottolineando come gli americani siano "dei pagliacci" che mentono sostenendo di agire in favore del popolo iraniano.

L'assassinio di Soleimani e la tensione in Medio Oriente

Il clima in Medio Oriente si è notevolmente surriscaldato dopo che  il 3 gennaio scorso gli Stati Uniti hanno organizzato un'operazione segreta, nel corso della quale è stato ucciso il generale della Guardia Rivoluzionaria Qasem Soleimani, che secondo Washington stava tramando per colpire "personale militare e diplomatico americano".

A tale atto, definito da Teheran "terrorismo di stato", in tutto il mondo hanno fatto seguito importanti manifestazioni di affetto nei confronti di Soleimani. 

Nei giorni seguenti l'Iran ha reagito, scatenando un poderoso attacco contro tre basi americane in Iraq, in seguito al quale una di esse è andata quasi completamente distrutta e 11 soldati sono rimasti feriti.

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