10:31 03 Aprile 2020
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Nei mesi scorsi i corpi diplomatici di alcuni Paesi, tra cui l'Iran e la Russia, si sono visti negare i visti d'ingresso e non hanno così potuto prendere parte alle sedute dell'ONU.

Nell'ultimo periodo gli Stati Uniti d'America avrebbero abusato del proprio status di Paese in cui hanno sede le Nazioni Unite per applicare una politica restrittiva in tema di visti al personale diplomatico di alcuni Paesi, tra cui la Russia.

Ne è convinto il ministro degli Esteri del governo dimissionario russo, Sergey Lavrov, che è intervenuto sul tema nel corso della conferenza sui principali temi della diplomazia russa del 2019:

"A Washington hanno cominciato ad abusare apertamente del privilegio di essere il Paese sede del quartier generale delle Nazioni Unite. A loro discrezione e violando il diritto internazionale (gli Stati Uniti, ndr) negano ai rappresentanti di Paesi scomodi la possibilità di partecipare alle iniziative ONU".

"Si tratta di una nuova parvenza di regole", ha concluso poi il ministro.

I visti negati ai diplomatici russi e iraniani

Negli ultimi tempi gli Stati Uniti d'America hanno iniziato ad attuare una politica restrittiva in materia di rilascio di visti al personale diplomatico di Paesi considerati da Washington 'rivali'.

A settembre, le autorità statunitensi si sono rifiutate di rilasciare i visti al corpo diplomatico russo e iraniano che, in quei giorni, avrebbe dovuto prendere parte alle sedute dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tali episodi si sono poi ripetuti anche nei mesi successivi, con alcuni Paesi, tra cui la Russia e l'Iran, che hanno richiesto di spostare la sede dell'ONU.

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