10:53 03 Aprile 2020
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Il ministro degli Esteri del governo dimissionario Lavrov ha fatto il punto della situazione circa la situazione in Siria, dicendosi soddisfatto dei progressi fatti nel Paese mediorientale.

Nel corso della conferenza stampa dedicata ai temi salienti della diplomazia russa nel corso del 2019, il ministro degli Esteri del governo dimissionario della Russia Sergey Lavrov si è espresso in merito alla situazione in Siria, affermando che la crisi nel Paese mediorientale è già sulla buona strada verso la sua risoluzione:

"Direi che la crisi siriana si trova ad uno stadio avanzato verso la sua risoluzione. Ci sono progressi praticamente in tutte le direzioni, dal punto di vista bellico, politico, diplomatico e umanitario", ha detto Lavrov.

Stando alle parole del funzionario, il fronte sul quale occorre ancora maggiormente lavorare è quello economico; a questo proposito, Lavrov ha sottolineato come l'atteggiamento dei partner occidentale e di alcuni Paesi presenti nella regione, che pongono delle precondizioni che cambiano a seconda degli avvenimenti, non stia aiutando a raggiungere i risultati prefissati.

Il corrente ministro ha poi commentato le voci secondo le quali le Forze democratiche siriane (FDS) rilascerebbero i terroristi dai campi di detenzione in cambio di una certa somma di denaro:

"Stiamo ricevendo informazioni preoccupanti, che stiamo verificando, circa il fatto che in cambio di una certa somma di denaro le Forze democratiche siriane rilascerebbero i terroristi, ai quali così viene data la possibilità di insediarsi in altre zone del territorio siriano. Sono notizie preoccupanti, è da molto tempo che stiamo lanciando l'allarme, abbiamo avvertito anche ai nostri partner americani, che esercitano una certa influenza sulle FDS, affinché i miliziani che sono nei campi di prigionia non vengano rimessi in libertà. Purtroppo c'è il rischio che ciò possa accadere", ha concluso Lavrov.

La guerra in Siria

Il conflitto in Siria va avanti ormai dal 2011. Nel 2017 la coalizione anti-ISIS ha proclamato la sconfitta dello Stato Islamico in Siria e in Iraq.

In diverse regioni del Paese continuano ancora oggi le operazioni belliche contro le ultime sacche di resistenza dei terroristi.

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