16:55 28 Marzo 2020
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In un rapporto l'UNHCR ha avvertito la comunità internazionale circa il fatto che le parti in conflitto in Libia stanno usando i migranti in transito per il Paese nordafricano come soldati a costo zero.

Le parti in conflitto in Libia starebbero usando le centinaia di migranti in transito per il Paese nordafricano come combattenti.

A riportarlo è l'agenzia di stampa tedesca DPA, che ha interpellato sul tema il rappresentante speciale UNHCR per il Mediterraneo Centrale Vincent Cochetel.

"Abbiamo informazioni di persone che si trovavano nei centri di detenzione e alle quali è stato chiesto di scegliere se restare lì per un periodo di tempo indefinito o andare a combattere al fronte", ha spiegato il funzionario ONU.

Cochetel non ha tuttavia saputo quantificare con esattezza il numero di migranti che, nel corso della guerra civila, sono stati approcciati con una simile offerta, specificando che la maggior parte di coloro che sono stati 'arruolati' erano cittadini di nazionalità sudanese:

"Abbiamo visto che la maggior parte degli sforzi erano concentrati sui sudanesi. Supponiamo che ciò sia dato dal fatto che parlino arabo.

Soldati a costo zero

Il rappresentante dell'UNHCR ha poi spiegato come il fenomeno coinvolga entrambi gli schieramenti in campo, tanto l'Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar quanto le milizie del Governo di Accordo nazionale di Fayez al-Sarraj:

"Quando accettano, viene data loro un uniforme, un fucile e vengono immediatamente portati verso i teatri di guerriglia urbana".

La crisi libica 

Dopo il rovesciamento di Muammar Gheddafi, avvenuto nel 2011, la Libia è piombata nel caos ed in una guerra civile che continua tutt'oggi.

Il Paese è attualmente diviso in due: a Tripoli troviamo il Governo di Accordo nazionale, presieduto da Fayez al-Sarraj mentre a Tobruk c'è l'esecutivo supportato dall'Esercito nazionale libico del maresciallo Khalifa Haftar.

Nello scorso mese di aprile le forze del maresciallo Haftar hanno lanciato un'offensiva contro la capitale Tripoli per "liberarla dalla presenza dei terroristi".

Il processo di pacificazione

Nei giorni scorsi a Mosca si sono tenuti una serie di incontri tra Haftar e al-Sarraj a Mosca, nel corso dei quali si è discussa la possibilità di siglare un cessate il fuoco, al quale nelle ultime ore Haftar ha dato il proprio assenso.

Il 19 gennaio, a Berlino, le parti si incontreranno di nuovo nel corso di una conferenza multilaterale alla quale parteciperanno alcuni dei più importanti attori sulla scena internazionale, quali Russia, USA, Turchia, ONU e altri.

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