22:29 10 Luglio 2020
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (89)
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In precedenza il Pentagono e Donald Trump avevano escluso la possibilità che dei soldati americani potessero aver riportato conseguenze dagli attacchi missilistici di Teheran.

Sono 11 i soldati americani che sono rimasti feriti nel corso degli attacchi iraniani alle basi militari americane in Iraq.

A rivelarlo è il portale americano specializzato Defense One, citando fonti del Pentagono e specificando che i militari hanno riportato delle commozioni cerebrali e sono stati per questo sono stati ricoverati in strutture ospedaliere militari in Kuwait e in Germania:

"Questa settimana sono stati evacuati negli ospedali di guerra americani siti in Kuwait e a Landstuhl, in Germania per il trattamento dei traumi cerebrali riportati e per ulteriori controlli", si legge sul sito di Defense One.

Tale informazione è stata in seguito confermata dal Comando centrale delle forze armate USA, il quale ha specificato che tutti gli interessati potranno ritornare in servizio in Iraq in breve tempo, non appena si saranno rimessi:

"Ci aspettiamo che i soldati possano tornare in Iraq una volta che risulteranno idonei", ha spiegato il capitano Bill Urban.

Gli attacchi alle basi americane

Lo scorso 8 gennaio l'Iran, in risposta all'assassinio del generale della Guardia Rivoluzionaria Qasim Soleimani, ha sferrato un imponente attacco missilistico su tre basi americane in Iraq: Ayn al-Asad, che è stata quasi completamente rasa al suolo, Erbil e Camp Taji.

Inizialmente sia il Pentagono che il presidente Donald Trump si erano detti certi che nessun effettivo dell'esercito americano avesse riportato traumi nel corso dei bombardamenti iraniani.

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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (89)
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