01:41 16 Luglio 2020
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Gli studiosi hanno rilevato un'intensa attività stellare al centro della nostra galassia, individuando oggetti cosmici dalle caratteristiche alquanto peculiari.

Gli studiosi sembrerebbero aver individuato una nuova categoria di oggetti spaziali che si trovano al centro della nostra galassia, la Via Lattea.

Tali elementi, che appaiono avere una consistenza gassosa, hanno un comportamento molto simile a quello delle stelle e la loro descrizione è stata pubblicata nella rivista specializzata Nature.

Il primo oggetto, il G1, è stato individuato dall'astrofisico americano Andrea Ghez, dell'Università della California, nel 2005, mentre un secondo avvistamento, quello del G2, è avvenuto nel 2012 ad opera di alcuni astronomi tedeschi.

Da allora almeno altre quattro strane masse, G3, G4, G5 e G6, sono state identificate dal Centro galattico dell'Università della California, diretto proprio da Ghez.

Tutti e sei gli oggetti in questione sembrano ruotare attorno all'enorme buco nero Sagittarius A*, situato nel bel mezzo della nostra galassia sebbene soltanto le orbite di due di essi siano coincidenti, mentre le altre seguono percorsi del tutto eterogenei gli uni dagli altri.

"I nuovi oggetti nella maggior parte dei casi hanno un aspetto compatto e allungato quando si trovano in prossimità del buco nero. I loro periodi di rivoluzione oscillano tra i 100 e i 1000 anni siderali", ha spiegato in conferenza stampa una delle autrici dello studio, Anna Ciurlo.

Di cosa potrebbe trattarsi?

Le prime ipotesi formulate dagli scienziati porterebbero a credere che la storia di queste strane formazioni possa essere molto particolare: esse in passato costituivano dei sistemi formati da due stelle aventi la stessa orbita, ma poi si sono fuse a causa della forza di gravità esercitata dal buco nero. 

Secondo gli esperti, il periodo necessario per ottenere la fusione di due stelle può arrivare a un milione di anni, fino al momento in cui i due corpi celesti si fondono in uno solo di dimensioni estremamente maggiori, che tuttavia rimane nascosto dietro una polvere di gas e polvere.

Man mano che gli oggetti si avvicinano al buco nero, la massa gassosa esterna comincia a dilatarsi, mentre il nucleo interno rimane compatto, fatto questo che suggerisce la presenza di un corpo celeste all'interno.

"Probabilmente, la fusione stellare avviene molto più frequentemente di quanto si possa pensare - ha spiegato Andrea Ghez - i buchi neri possono portare le stelle a fondersi. E' possibile che molte stelle che osserviamo siano il prodotto finale di tale processo. L'interazione tra corpi stellari binari e buchi neri è molto diversa rispetto a quella tra questi ultimi e singole stelle". 
© Illustration: RIA Novosti, Depositphotos/Shad.off, NASA

A suscitare l'interesse maggiore tra gli studiosi è stato senz'altro il materiale rilasciato dai corpi celesti di tipo G durante il proprio periodo di rivoluzione, il quale, in futuro, è destinato ad essere inghiottito dal buco nero.

"Quando ciò accadrà, assisteremo a degli spettacolari fuochi d'artificio, in quanto il materiale inghiottito da un buco nero si riscalda fino ad emettere delle radiazioni, prima di scomparire per sempre", ha dichiarato mark Morris, uno degli autori della ricerca.

Il centro della galassia

Gli scienziati sono dell'opinione che il centro della Via Lattea sia una delle zone maggiormente attive dal punto di vista degli eventi cosmici e che per tale motivo meriti di essere seguita con particolare attenzione:

"Al centro della nostra galassia la densità stellare è miliardi di volte superiore rispetto a quella della Via Lattea, in quanto la forza di gravità e i campi magnetici sono di gran lunga più forti", ha spiegato Morris.

E' possibile che in futuro vengano identificati ulteriori oggetti di classe G e gli autori dell'indagine hanno già individuato alcuni potenziali candidati e sono pronti a cominciare il loro studio.

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